Aloe il gel

Sai come preparare il gel di aloe vera ?

Ecco qui gli spunti e le informazioni !

Impariamo a prepararlo e ad utilizzarlo

L’aloe vera è una delle piante più apprezzate dall’industria cosmetica, poiché sfrutta i suoi numerosi benefici per la bellezza del corpo.

Possiede proprietà astringenti, antibatteriche e idratanti; applicata sulla pelle, ne promuove la rigenerazione cellulare, mantenendola giovane e priva di imperfezioni.

È, inoltre, uno dei composti naturali più rinfrescanti e cicatrizzanti, utile in caso di scottature solari e altre lesioni che possono lasciare piccoli segni sulla pelle o farla invecchiare prima del tempo.

Contiene una grande quantità di acqua, ma fornisce anche un apporto significativo di vitamine A, C ed E, dotate di azione antiossidante.

Questi e molti altri motivi hanno fatto dell’aloe l’ingrediente base di molti trattamenti di bellezza. Il modo migliore per sfruttare le sue qualità è applicarlo sulla pelle allo stato puro.

Per questo motivo vi suggeriamo una facile ricetta per preparare in casa il gel di aloe e vi indicheremo le sue possibili applicazioni.

Come preparare in casa il gel di aloe

Anguria

anguria

Anguria come sceglierla

Capita a tutti di finire una cena estiva con un cocomero dalla polpa fresca, rossa e succosa… che però non sa di niente. Per risparmiare questa enorme delusione a voi stessi e ai vostri ospiti, ecco come scegliere l’anguria perché sia dolce e matura.

Come scegliere l’anguria: indicazioni di base

Innanzitutto preferite il frutto intero a quello già tagliato. È vero che di solito le angurie sono piuttosto grandi e non sempre si riescono a finire in una volta, ma con un paio di trucchi (tra cui anche il congelamento o la preparazione di ghiaccioli) possono essere conservate.
Scegliete poi cocomeri con la buccia liscia, soda e priva di ammaccature o di altri danni evidenti dall’esterno.

Toc toc, è il sapore che bussa

Ovvero: come scegliere l’anguria in base al rumore che fa. Se picchiettate sulla buccia con le dita, dovreste sentire un suono sordo e “di vuoto” per avere un indizio a favore della corretta maturazione.

Analizziamo la buccia

Un’altra indagine molto facile da fare per cercare di individuare il cocomero migliore è analizzare la buccia.

Anche se la buccia brillante attira l’occhio, in realtà un cocomero ben maturo ha una buccia scura ed opaca, meglio non farsi ingannare dalle apparenze.
Controllate anche le striature sulla superficie: se sono ben definite e ravvicinate tra loro indicano un prodotto dal sapore più intenso. In particolare, quelle sul fondo dovrebbero essere piuttosto ravvicinate, sinonimo di buccia sottile e polpa gustosa.

Il picciolo

Un altro elemento importante che può aiutare a rispondere ai dubbi su come scegliere l’anguria è la presenza del picciolo secco. Se poi è anche riccio avrete un doppio indizio a favore del buon sapore di quell’anguria.
Se, invece, sul peduncolo sono ancora visibili le setole o dei resti di fiore vi trovate davanti a un cocomero ancora immaturo e che è stato raccolto troppo presto.

L’importanza della zona d’appoggio

Probabilmente l’indicatore più importante della corretta maturazione (e quindi della dolcezza) di un’anguria è la chiazza d’appoggio, una macchia giallastra che si vede sulla superficie della buccia. Si tratta della parte che è stata a contatto con il terreno, e quindi nascosta ai raggi solari, mentre il cocomero trascorreva le sue giornate a maturare sotto il sole. Se questa chiazza è solo accennata o inesistente, vuol dire che ha passato poco tempo appoggiato al suolo: è stato raccolto troppo presto e ha smesso di maturare.

La prova di Braccio di Ferro

Di solito l’anguria non è un frutto leggero: più pesa, in proporzione alle sue dimensioni, più sarà ricco d’acqua. La presenza di molta acqua è, anch’essa, indicatore della corretta maturazione dell’anguria.

Caramello

caramello

Caramello come prepararlo

Tutto quello che vi serve è lo zucchero, ma sapete scioglierlo a regola d’arte?

E poi, per esempio, sapete la differenza nella preparazione del caramello liquido e di quello solido?

Delizioso e dolcissimo (l’unico ingrediente è lo zucchero) il caramello è tra le salse più famose nel mondo della pasticceria, ma anche una delle più difficili da lavorare.
Per preparare un perfetto caramello, infatti, bisogna seguire scrupolosamente delle regole.

Caramello: non solo zucchero bianco

Per fare il caraemello potete utilizzare sia lo zucchero semolato che quello di canna, ma anche il miele o il fruttosio. In genere, però, con lo zucchero semolato non si sbaglia mai e il caramello apparirà di un meraviglioso colore ambrato. Se si utilizzano zuccheri poco raffinati invece la salsa tende a scurirsi.

Caramello artistico

Con il caramello ancora caldo potete realizzare dei veri capolavori di zucchero. Per esempio potete schizzarlo su un foglio di carta forno con i denti di una forchetta per ottenere dei reticolati dorati, oppure potete versarlo sempre molto delicatamente su un bicchiere rovesciato e ricoperto di carta argentata per ottenere delle coppette zuccherate.

Insomma, scatenate la fantasia e… occhio a non bruciarvi!

Come preparare il caramello

Passiamo ora alla preparazione vera e propria . Ecco 10 punti fondamentali da tenere a mente.

1. Per prima cosa decidete che tipo di caramello volete preparare: liquido o solido?
2. Per ottenere un caramello liquido aggiungete dell’acqua nella pentola.
La proporzione è di 400 gr di zucchero per 200 gr di acqua.
3. Per ottenere un caramello che solidifichi utilizzate solo lo zucchero e non aggiungete ingredienti liquidi.
4. Per sciogliere lo zucchero dovete utilizzare una pentola dal fondo spesso all’interno della quale il calore si diffonde uniformemente.
5. Mescolate continuamente lo zucchero, ma solo con un cucchiaio di legno, mai con il metallo.
6. Se lo zucchero sui bordi dovesse scurirsi, togliete la pentola dal fuoco e aspettate che il caramello si sciolga con il calore.
7. Una volta sciolto lo zucchero otterrete un caramello ambrato. Se non avete aggiunto acqua solidificherà una volta freddo, quindi lavoratelo in fretta.
8. Se avete aggiunto acqua in cottura chiudetelo in un barattolo e conservatelo in frigorifero. Si manterrà liquido.
9. Non aromatizzate il caramello con spezie di alcun genere. Non è necessario.
10. Tenete lontani i bambini dalla pentola del caramello perché è altamente ustionante e molto pericoloso.

Caramello cremoso

Potete rendere il caramello angora più goloso difendono con la panna fresca o mescolandolo con il burro salato. Queste salse sono un delizioso accompagnamento per il gelato e un’insolita guarnizione per una crepe dolce.

Come pulire la pentola dopo aver preparato il caramello

Molto semplice, basta riempirla di acqua e metterla sul fuoco. Lo zucchero cristallizzato si scioglierà nuovamente. Per un risultato garantito aggiungete sale grosso e aceto.

 

Cioccolato

cioccolato

Cioccolato

Basta pronunciare la parola cioccolato che ci viene subito l’acquolina in bocca! Il cioccolato è un mito, un piacere, un peccato per alcuni, una droga per altri... Rimane il fatto che il cioccolato costituisce un ingrediente indispensabile in cucina. Ma sai quale cioccolato scegliere e come utilizzarlo?

Dai un’occhiata alle nostre ricette a base di cioccolato!

Che cos’è il cioccolato?
Un composto a base di burro di cacao, cacao puro e zucchero. E nient’altro. Quel che cambia sono le dosi e i diversi tipi di fava di cacao e di burro...

cioccolato


Cioccolato fondente

Composto da cacao, burro di cacao e zucchero. Al naturale o mescolato con nocciole, uvetta, chicchi di caffè... Puo’ contenere una percentuale più o meno elevata di cacao (58%, 60%, 72%, 80%...) e avere quindi un gusto più o meno amaro. Il cioccolato da degustazione ha un gusto fruttato, intenso, speziato... che dipende dal tipo di fave di cacao scelto.


Cioccolato al latte

Cacao (25 - 30 %), burro di cacao, zucchero e latte. E’ più dolce, per i palati sensibili, ma un po’ più zuccherato di quello fondente. E’ difficile da lavorare e si indurisce in fretta, quindi attenzione quando lo fai sciogliere.


Cioccolato bianco)

Non si puo’ definire cioccolato in senso stretto perché contiene solo burro di cacao, zucchero, latte ed eventualmente un aroma alla vaniglia. La sua alta percentuale di zucchero lo rende difficile da lavorare, e si raggruma in fretta. E’ indispensabile utilizzare del cioccolato bianco di buona qualità per un uso in cucina.


Cioccolato per dolci

Si scioglie più facilmente grazie alla alta percentuale di burro di cacao e contiene di solito tra il 48 e il 70% di cacao.


Cioccolato per la glassa

Utilizzato principalmente dai professionisti, è fatto a partire dalle migliori fave di cacao. Quello che lo rende diverso dagli altri tipi di cioccolato è la percentuale di burro di cacao: più è alta, più il cioccolato si scioglie e si solidifica facilmente. Inoltre, è possibile scegliere un cioccolato che avrà un aspetto opaco o brillante una volta solido.


Cioccolato light

Attenzione, spesso nasconde una percentuale di burro di cacao più elevata, quindi meno zuccheri ma più grassi! E’ migliore in cucina che da degustare.


La conservazione:
Il cioccolato risente molto dell’umidità e dei cambiamenti di temperatura. Si scioglie velocemente al caldo e, in un ambiente freddo, perde l’aspetto lucente e il gusto si altera. Dev’essere conservato in luogo fresco e asciutto e al riparo da luce e odori (le materie grasse assorbono i cattivi odori).

Farlo fondere:
Sempre a bagno maria, per evitare che bruci. Non bisogna mai aggiungere acqua, perché modifica il comportamento del cioccolato. L’ideale è usare il microonde, facendo delle pause ogni 15 secondi per mescolare il cioccolato in modo che sia omogeneo. Ma attenzione: una volta bruciato il cioccolato non si puo’ riutilizzare!

La scelta:
L'unione europea autorizza i fabbricanti di cioccolato a integrare altre materie grasse vegetali oltre al burro di cacao, fino a una percentuale del 5% del peso totale. Il burro di cacao è infatti l’ingrediente più caro nella fabbricazione del cioccolato. Ciononostante, per fare un buon cioccolato l’unico ingrediente possibile sarà il burro di cacao. Attenzione al cioccolato di bassa qualità, spesso molto dolce...

Panoramica dei modi di preparare il cioccolato

La glassa

Una glassa (detta anche « ghiaccia ») dura, è cioccolato al 100%. Per un aspetto brillante, è importante misurare la temperatura di fusione tramite un termometro...Una glassa molle, invece, viene fatta unendo cioccolato e burro o panna.

La ganache (crema a base di cioccolato e panna)

Prendere della crema liquida portarla a ebollizione e versarla sul cioccolato grattugiato (fondente o al latte, o entrambi). Aspettare 30 secondi poi mescolare delicatamente. Questo preparato serve a farcire una torta (lascia riposare prima di coprire), una crostata (la pasta dev’essere precotta) o come base per dei cioccolatini (una volta lasciata indurire in frigo).

A scaglie

Per fare delle scaglie puoi « grattare » la tavoletta di cioccolato con un coltello affilato,

La mousse al cioccolato

Ne esistono decine di ricette! Alcuni suggerimenti: il burro rassoda la mousse se messa in frigo, la panna rende la sua consistenza più « leggera e gonfia », i tuorli l’appesantiscono. Non c’è bisogno di aggiungere zucchero, ma tutto dipende dai gusti di ciascuno e dal cioccolato utilizzato.

La cioccolata in tazza

La vera cioccolata in tazza è molto più cremosa di qualsiasi preparato istantaneo sul mercato... Prova la ricetta, basta far sciogliere 20g di cioccolato per dolci a persona, al quale aggiungiamo 20-25cl di latte intero caldo o metà latte mescolato a panna liquida. Lo zucchero va aggiunto a seconda dei gusti di ciascuno. Servi ben caldo, con un cucchiaio di panna montata e del cacao amaro per una cioccolata golosissima!

Gli accostamenti del cioccolato

Alcol e cioccolato

Soprattutto, evita lo champagne! Opta per un vino rosso leggero o un vino bianco dolce, oppure per un digestivo tipo cognac, Grand-Marnier...

Spezie e cioccolato

Esplosione di gusto assicurata per questo accostamento shock. Con il cioccolato, tutte le spezie vanno bene: pepe, cardamomo, cannella, anica, peperoncino, vaniglia, zenzero...

Frutta e cioccolato

Gli agrumi (arancio, ananas, pompelmo...), i frutti rossi (lamponi, ciliegie), la frutta esotica (ananas, banana, mango) e le pere stanno benissimo con il cioccolato, come anche le castagne. Ma resta una questione di gusti.

Frutta secca e cioccolato

Mandorle, noci, nocciole, pistacchi, noci di pecan... Intere, sono buone per la loro croccantezza, in polvere, per la cremosità che conferiscono alla cioccolata.

Cucina salata e cioccolato

Il cioccolato dà risalto alle salse a base di vino e ai piatti cucinati a lungo. In ogni caso, è spesso sotto forma di cacao, che verrà introdotto nelle ricette, per accompagnare pasta, pollame ecc..

Vedi anche :Cioccolato antirughe Cioccolato Cioccolato Cioccolato .

 

 

Golden Milk

milk

Latte d'oro


Tutti coloro che praticano Yoga Kundalini conoscono la ricetta del Golden Milk o Latte d’oroconsigliata da Yogi Bhajan (maestro di questa disciplina) ai suoi allievi per migliorare l'elasticità e poter rimanere così più agevolmente nelle posizioni richieste. Questa bevanda, in realtà, è particolarmente indicata non solo per chi pratica ma anche per tutti coloro che hanno problemi alle articolazioni o alle giunture ed è ottima per la colonna vertebrale dato che lubrifica, aiuta a rompere i depositi di calcio, riduce eventuali infiammazioni e contribuisce a rimuovere le tossine.

Si tratta di una bevanda dal colore acceso e dal sapore delizioso, realizzata con pochi ma salutari ingredienti.

Vediamo quali: PREPARALO CON NOI !

Non si conservano in frigo

pane

Ecco gli alimenti

che potete tranquillamente conservare fuori frigo in una semplice dispensa areata.

Il miele
Il freddo altera il gusto e la consistenza del miele

Il pane
non va tenuto in frigo perchè l'umidità lo rende molle e insapore.

Il caffè
sia quello in chicchi che quello già macinato al freddo perde l'aroma

L’aglio
perchè al freddo diventa gommoso.

Le cipolle
diventano molli e e perdono il sapore se conservate in frigo.

il basilico
al freddo appassisce più velocemente e assorbe gli odori degli altri alimenti

gli agrumi
nel frigo diventano più amari

i pomodori
conservati in frigorifero non maturano correttamente e diventano pastosi

L'olio
in frigorifero tende a condensarsi, il freddo ne altera il sapore e le proprietà

olio

Riso cantonese

riso

Riso cantonese

Un’idea divertente e colorata per far mangiare un piatto unico e ricco di nutrienti (anche ai bambini) arriva dall’Oriente. Prepariamo il riso alla cantonese

Il riso alla cantonese, piatto tipico della cucina cinese, è ormai molto diffuso anche nel nostro paese forse perché molto vicino per gusto e profumi alla cucina occidentale.
Possiamo affermare che si tratti del piatto etnico più famoso nel mondo insieme agli involtini primavera. È anche molto semplice da preparare in casa e piace in genere a tutta la famiglia, in particolare ai bambini.

La ricetta del riso alla cantonese

Per preparare il riso alla cantonese lavate molto accuratamente del riso basmati e poi cuocetelo in acqua fredda fino a completo assorbimento. La proporzione è di 280 gr di riso per 560 ml di acqua.
Una volta pronto scolatelo ulteriormente e lasciatelo raffreddare.
A parte sbollentate dei piselli e tagliate a cubetti del prosciutto cotto.
Sbattete 2 uova e cuocetele strapazzate in un wok o in una semplice padella antiaderente con un po’ di olio di sesamo.
Aggiungete alle uova anche i piselli, il prosciutto e saltate tutto insieme con altro olio di sesamo.
Infine unite il riso e mescolate tutto aggiungendo due cucchiai di salsa di soia e altro olio.

Riso alla cantonese con i gamberi

Oltre alla versione più classica con il prosciutto cotto esiste anche una versione di mare molto famosa, con i gamberi. Basta sbollentarli e saltarli in padella sempre con dell’olio di semi per poi aggiungerli agli altri ingredienti. Potete utilizzare sia i gamberi che i gamberetti e dare un tocco di profumo in più con della scorza di limone o lime.
Per una variante ricca potete aggiungere i gamberi anche alla classica ricetta con il prosciutto.

Tante varianti

Il bello di questo piatto è che potete giocarci un po’ trasformandolo in tanti modi.
C’è chi ama aggiungere altre verdure oltre ai piselli. Provate per esempio gli asparagi sbollentati che danno una nota amara che contrasta perfettamente con la dolcezza del riso. Oppure, aggiungete dei funghi o dei dadini di verdure miste tipo carote e zucchine, soprattutto se volete realizzare una versione vegana senza uova e prosciutto.
Per un gusto leggermente più affumicato, invece, sostituite il prosciutto cotto con il prosciutto di Praga.

Le regole del riso alla cantonese

Ecco, infine, nel tutorial, alcune regole da rispettare assolutamente se avete intenzione di preparare un perfetto riso alla cantonese.

Smart food

frutti

Cosa sono gli smart food?

Un’alimentazione sana e bilanciata è l’arma migliore per tenere lontano big-killers come il diabete, le malattie cardiovascolari, metaboliche e degenerative e alcuni tipi di tumore.

Alcune molecole “smart” contenute nei cibi possono influenzare l’epigenoma e “proteggerci”. Arricchire la dieta quotidiana di alimenti che contengono queste sostanze vuol dire, dunque, avere ottime probabilità di vivere a lungo e in buona salute. Questi gli alimenti da prediligere:

1. ASPARAGI
Oltre alla quercetina, una molecola che attiva i geni della longevità, forniscono acido folico, indispensabile nella riparazione del Dna, e glutatione, efficace antiossidante.

2. CACHI
Secondo alcuni recenti studi sarebbero in grado di proteggere i neuroni e ridurre il rischio di diabete e ipertensione. Non solo: grazie al contenuto di fisetina, agiscono anche come potente antiage.

3. CAPPERI
Pare proprio che siano antivirali, antimicrobici e antinfiammatori e, forse per merito della quercetina di cui abbondano, ridurrebbero anche il glucosio e i trigliceridi nel sangue.

4. CURCUMA
Secondo autorevoli studi, protegge da diabete, ictus, obesità e malattie cardiovascolari, oltre che da alcuni tipi di tumore. Ha anche un effetto antiage per l’azione della curcumina, molecola in grado di inibire anche Tor, uno dei geni responsabili dell’invecchiamento. L’efficacia viene potenziata se la consumi insieme al pepe nero.

5. FRAGOLE
La fisetina di cui sono dotate “accende” Sirt1, il gene della longevità e, secondo ricerche promettenti, inibirebbe la proliferazione di cellule tumorali e proteggerebbe i neuroni. Le antocianine invece sarebbero capaci di prevenire il cancro dell’intestino, dello stomaco, dell’ovaio e dei reni.

6. CILIEGIE
Oltre a dosi elevate di antocianine, potenti alleate della longevità che proteggono il cuore, contengono composti fenolici che sembrano in grado di rallentare la proliferazione delle cellule tumorali.

7. LATTUGA
La quercetina contenuta in questo ortaggio frena il sovrappeso, l’iperglicemia e l’iperinsulinemia indotte da una dieta ricca di grassi e zuccheri. Attivando la proteina AMPK, collegata ai geni della longevità, è capace anche di inibire l’accumulo di adipe.

8. MELANZANE
Già ricche di antocianine, che svolgono un’azione antitumorale, apportano potassio e fibre, coppia vincente per il sistema cardiovascolare: il primo regola la pressione arteriosa, le seconde modulano l’assorbimento intestinale del colesterolo e del glucosio.

9. PRUGNE NERE
Piene di antocianine, polifenoli, vitamine e sali minerali, sono un mix di sostanze in grado di mantenere sano l’organismo.

10. RADICCHIO ROSSO
Grazie alle antocianine e agli altri composti fenolici, tra cui l’acido cicorico, sembra avere effetti antitrombotici e antinfiammatori, mantenere in salute i vasi sanguigni e proteggere il cuore.

lamponi

 

Scopri le ricette e le novita' : asparagi risotto asparagi cachi capperi curcuma fragole ciliegie lattuga melanzane prugne nere radicchio rosso

 frutti

Verdure fritte

verdure

Verdure fritte migliori di quelle bollite

Secondo i ricercatori dell'Università di Granada, friggere, più che bollire, incrementerebbe le capacità antiossidenti delle verdure rendendole così ancor più salutari.

La frittura sarebbe in grado di migliorare le capacità antiossidanti di questi alimenti così come la quantità di polifenoli, già presenti nella verdura, che aiutano nella prevenzione di patologie degenerative come il cancro, il diabete o la degenerazione maculare.

Per ogni alimento e per ogni metodo di cottura, sono stati raccolti i dati relativi ai grassi, alla sostanza secca (parte di cibo che resta dopo l'allontanamento dell'acqua), ai fenoli e alle capacità antiossidanti.

I risultati hanno mostrato che l'olio extravergine di oliva è in grado non solo di mantenere i fenoli delle verdure, ma di trasferire a queste quelli presenti nell'olio stesso, incrementandone ulteriormente la concentrazione nel prodotto finito. Gli scienziati spiegano inoltre che quasi tutte le cotture permettono un incremento della capacità antiossidante delle verdure. La bollitura è però l'unica a ridurre o non modificarne questa capacità.

Quanto scoperto ovviamente non è un incentivo ad abbandonare i metodi di cottura più dietetici in favore della frittura che, comunque, in grosse quantità può far male.


 


 

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