Massimo Maspero

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in ESPERTO

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Indice articoli

Vi presento un collega esperto in chirurgia plastica

e di trapianto del capello.

Dott. Massimo MASPERO
Specialista in Chirurgia Plastica
Milano, Bergamo, Arona (NO), Seregno (MB)
www.massimomaspero.it
338-6032040     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

IL TRATTAMENTO CHIRURGICO DELLA CALVIZIE: A CHE PUNTO SIAMO


Da molti anni ci occupiamo di chirurgia della calvizie e tra i primi abbiamo introdotto in Italia l’ autotrapianto di bulbi piliferi ad unità follicolari, con risultati naturali al punto che nei nostri pazienti non ci si accorge che sono stati operati.
Questa tecnica appare di prima scelta in oltre il 90% dei casi di perdita fisiologica dei capelli (calvizie andro-genetica).
Lo schema dell’ intervento prevede: il prelievo della striscia di cuoio capelluto dalle regioni posteriori del capillizio; il frazionamento della striscia fino alle Unità Follicolari; il posizionamento delle Unità Follicolari stesse nelle zone anteriori.

E’ un intervento che noi effettuiamo  in regime ambulatoriale (o di Day-Hospital), in sala operatoria, in anestesia locale, in presenza dell' anestesista.

La striscia di cuoio capelluto viene prelevata  in regione occipitale, dove i capelli sono più fitti e la cicatrice è nascosta, anche se i capelli sono tagliati molto corti.


La striscia è lunga da 10 a 20  cm e la larghezza di solito non supera il cm: con questi parametri la sutura viene effettuata senza tensione e la cicatrice che rimarrà sarà una linea sottile, praticamente invisibile.

Di capitale importanza la frammentazione della striscia che prevede sempre il rispetto delle unità follicolari

e viene effettuata con l’utilizzo di ingranditori ottici e di un visore a transilluminazione. In questo modo è possibile ottenere innesti di ottima qualità anche quandi i capelli sono chiari o addirittura bianchi.

L’area ricevente viene preparata mediante piccole incisioni con microlame Sharpoint o Nokor di differenti dimensioni.
Particolare attenzione viene posta alla ricostruzione di un’area di transizione, a capelli più radi e irregolari, a livello dell’attaccatura, con notevole beneficio in naturalezza.
Segue il posizionamento manuale degli innesti.
L’intervento dura circa 3 ore.
Il paziente rimane in Clinica un' ora dopo l’intervento e poi va a casa.
Nelle ore che fanno seguito all' intervento nella zona trattata si formano delle piccole crosticine che rimangono circa 7-10gg e poi cadono spontaneamente senza lasciare segni visibili sul capillizio. Il pz si lava i capelli con shampo delicato il giorno successivo all' intervento e poi tutti i giorni fino alla caduta delle crosticine.
L' intervento anche se in anestesia locale viene effettuato in sala operatoria e sempre in presenza dell' anestesista che effettua, se richiesto, una blanda sedazione così da ottimizzare il comfort del paziente.


E’ un intervento che noi effettuiamo in Sala Operatoria, in regime ambulatoriale (o di Day-Hospital), in anestesia locale, ma conl’assistenza anestesiologica.
Nel corso degli anni l’esperienza ci ha indotto a modificare ed affinare alcuni dettagli di tecnica, onde ottenere risultati sempre più importanti.
PRELIEVO
La striscia di cuoio capelluto viene prelevata preferibilmente in regione occipitale, zona solitamente più ricca e dove la cicatrice è più facilmente mimetizzabile (nella foto il pz al termine dell’ intervento: la ferita chirurgica è subito “nascosta” dai capelli circostanti).
Di capitale importanza la frammentazione della striscia che prevede sempre il rispetto delle unità follicolari e viene effettuata con l’utilizzo di ingranditori ottici e di un visore a transilluminazione, cosa che risulta particolarmente utile quando i bulbi non sono scuri, o sono addirittura bianchi.
L’area ricevente viene preparata mediante piccole incisioni. Noi utilizziamo la microlama Sharpoint di differenti dimensioni.

Particolare attenzione viene posta alla ricostruzione di un’area di transizione, a capelli più radi e irregolari, al davanti dell’attaccatura con notevole beneficio in naturalezza.

L’intervento dura circa 3 ore.
Il paziente rimane in Clinica per circa un ora dopo l’intervento e poi va a casa senza bendaggio. Nelle ore successive nella zona operata si formeranno delle crosticine (di piccole dimensioni e comunque mimetizzabili con i capelli vicini) che con i lavaggi delicati che il pz effettuerà già dal giorno dopo si staccheranno in circa una settimana. I capelli cominceranno a crescere a partire dal quarto mese dopo l’ intervento e non cadranno.



STORIA

EVOLUZIONE DEL TRATTAMENTO CHIRURGICO
LA STORIA:
La moderna chirurgia della calvizie nasce nel 1926 con Hunt (1) che per primo descrive l’utilizzo di escissioni chirurgiche per ridurre l’area alopecica.
Nel ’31 Passot (2) introduce lembi di capillizio, peduncolati sui vasi temporali superficiali e trasposti a ricostruire l’attaccatura frontale. 
Nel 1939 il giapponese Okuda (3) parla di 200 casi di alopecia cicatriziale guariti con il trapianto di porzioni di tessuto dalla regione occipitale alle zone alopeciche anteriori.
Il vero padre della chirurgia dei trapianti è Orentreich che in una famosa pubblicazione del 1959 descrive la dominanza del bulbo pilifero,che viene trapiantato senza perdere la sua proprietà biologica di non risposta agli ormoni androgeni e quindi di non caduta: di qui il trapianto di capelli non soggetti a caduta dalla regione occipitale alle zone diradate o calve, site anteriormente. Dopo un periodo di adattamento (3-4 mesi) il bulbo trapiantato produce un capello che crescerà nella nuova zona e si comporterà come i capelli della zona da cui è derivato, cioè non cadrà. 
Nasce così l’intervento di autotrapianto che negli anni successivi si sviluppa sempre di più grazie al contributo di Nordstrom, Marrit, Unger e molti altri. Il risultato peraltro è innaturale in quanto la tecnica del tempo utilizza innesti di grosse dimensioni (3-4 mm) che si traducono in un “effetto bambola” difficilmente mimetizzabile. Bisognerà attendere i giorni nostri per superare questo problema. 
In quelli stessi anni si diffonde anche l’uso dei lembi, (porzioni di capillizio ruotate o trasposte dalle zone “con capelli “ vicine). Ricordiamo il famoso lembo di Juri (1975), dalla regione temporo-parieto-occipitale, trasposto di 90° circa a ricostruire il capillizio anteriore.
Negli anni ’80 grazie all’esperienza di Radovan, Nordstrom , Manders (9) ed altri , viene introdotto l’uso di espansori cutanei, con ottimi risultati.
Altri autori praticano la “scalp reduction” nella regione del vertice, eventualmente abbinata ad autotrapianto nella regione anteriore. 
Negli anni ’90 nasce l’estensore di Frechet per il trattamento delle ampie aree tonsurali posteriori.
AI GIORNI NOSTRI: L'AUTOTRAPIANTO AD UNITA' FOLLICOLARI

L’ uso dei lembi trasposti è stato ormai abbandonato per la difficoltà a dare un risultato naturale e senza cicatrici evidenti. 
Impraticabile si rivela pure l’impiego degli espansori cutanei (iter lungo e doloroso).
Riduzione chirurgica dello scalpo ed estensore vengono utilizzati solo in casi selezionati.
La chirurgia dei trapianti è invece esplosa, fino a risultare attualmente di prima scelta in oltre il 90% dei casi.
Facendo seguito e sviluppando l’intuizione di Orentreich la tecnica si è sviluppata nella direzione di preparare e trapiantare innesti di dimensione sempre più piccola (mini e microinnesti) sino all’ utilizzo delle singole unità follicolari. A ciò a contribuito l’introduzione di uno strumentario sempre più raffinato e microchirurgico.
Attualmente gli innesti posti ravvicinati nella nuova sede consentono una ricostruzione del capillizio assolutamente naturale, al punto che risulterà poi difficile capire se il paziente è stato operato. L’intervento si effettua in anestesia locale, con assistenza anestesiologica e in regime ambulatoriale.
Gli innesti più piccoli, contenenti una singola UF verranno utilizzati per la ricostruzione in modo assolutamente naturale della zona anteriore, innesti di dimensioni maggiori (2-3 UF) verranno posizionati nelle zone più centrali, circondate da altri capelli.
Particolare attenzione viene posta alla ricostruzione della cosidetta area di transizione, a capelli più radi e irregolari, a cavallo dell’attaccatura frontale: il rispetto o la ricostruzione della stessa garantisce un risultato più importante
L’intervento dura circa 3 ore; non è doloroso, ma al paziente viene praticata una blanda sedazione, che ne migliora la sopportazione (12).
Al termine la cute viene detersa con cura e il paziente torna al proprio domicilio senza alcun bendaggio. 
Effettuerà un lavaggio già dal giorno dopo e poi nei giorni successivi cosi da tenere pulito il capillizio. 
La crescita dei capelli avverrà in modo graduale a partire dai 3-4 mesi successivi all’intervento e poi regolarmente per la lunghezza di 1 cm al mese, senza caduta. 
Nei casi di calvizie più importante può essere opportuno ricorrere al interventi successivi, a distanza di alcuni mesi
così da rinfoltire ulteriormente le zone trattate, oppure trattarne altre in un primo tempo trascurate (13).


BIBLIOGRAFIA:


1) Hunt HL. Plastic surgery of the head, face and neck. Philadelphia, Lea & Febiger. 1926.
2) Passot R. Chirurgie estetique pure: tecnique et resultats. Paris, G. Doin et Cie. 1931
3) Okuda S. Clinical and experimental studies of transplantation of living hairs. Jpn.J.Derm.Urol ’39 46:135
4) Orentreich N. Autografts in alopecias and other selected dermatologic conditions. Ann.N.Y.Acad.Sci. ’59 83:463
5) Nordstrom R.E.A. Punch hair grafting under splitskin grafts on scalps. PRS ’79 64:9
6) Unger M. The history or hair transplantation surgery. Derm.Surg. 2000 26:181
7) Juri J. Use of parieto-occipital flaps in the surgical treatment of baldness. PRS ’75 55:456
8) Radovan C. Adjacent flap delelopment using expandible Silastic implant. ASPRS Boston ’76
9) Manders E.K., Graham W.P., Schenden M.J., Davis T.S. Skin expansion to eliminate large scalp defects APS ’84 12:305
10) Elliott R.A. Lateral scalp flaps for instant results in male pattern baldness. PRS ’77 60:699
11) Frechet P. Scalp extension. J.Derm.Surg.Onc. 1993
12) Maspero M., Sala L. Painless surgery thanks to the anaesthesist. ESHRSJ 2001 2:13
13) Maspero M., Sala L., Gariboldi A., Napoletano G., Vannelli A. L’autotrapianto ad unità follicolari nel trattamento chirurgico della calvizie andro-genetica. Abstr 52° Congr. Naz.SICPRE 2003


 


 

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