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Scritto da raffaele. Postato in Racconti

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HEIDI



Piccolo pezzo di carne vivo, Heidi, gattina mia, tu mi stai dando molto. Io ti ho dato protezione, vitto e alloggio, ma anche rispetto ed amore e tu  col tuo piccolo cervello e col tuo grande cuore me lo hai reso decuplicato.
Sei tu che alla sera quando rientro mi accogli allungandoti tutta sul tappeto dell'entrata per poi saltarmi in un sol balzo sulla spalla. Sei tu che quando guardo la televisione vieni a scavarti un posto sotto il mio ginocchio destro. Sei tu che alla sera a letto quando apro un libro ti ci corichi sopra e da un palmo di distanza mi guardi negli occhi. Io guardo i tuoi e ti liscio i baffi ma non capisco perché tu mi ami così, di un amore non dovuto (chi ti rifocilla è mia moglie e chi ti pulisce la cassetta è sempre lei) certamente spontaneo e sincero perché non sai fingere. Piano piano ronronando socchiudi gli occhi compiaciuta e gratti delicatamente le pagine del libro, poi soddisfatta ti accucci sulla sedia accanto alla testiera quasi a sorvegliarmi. Ma la nostra vita non è tutta lì: ogni tanto alla sera debbo giocare a nascondino con te, come facevo coi miei figli, e rincorrerti quando sfrecci da una stanza all'altra. Quando tu vinci passeggi poi tronfia, ma quando vinco io ti offendi e ti rincantucci mogia. Il gioco per te è uno specchio della vita e il perdere per un animale significa morte, quindi non puoi tollerarlo. Tu vieni con me quando vado a zappare nel mio campo, come un cane, e dopo due sgroppate veloci in lungo e in largo mi osservi quando dissotterro le patate o cimo i pomodori, annusi tutto, ti acquatti nei solchi, cerchi il fresco nel trifoglio del fosso, cacci qualche lucertola e quando sei annoiata miagoli e ti rifugi nel tuo cesto.
E dormi, dormi sempre ma quando alle cinque del mattino hai già finito la pappa della sera mi salti a zampe unite sulla pancia per svegliarmi, mentre d'inverno in campagna quando alla sera  tra stufe e camino in camera da letto abbiamo 12 gradi al massimo, con un'astuzia infinita ti infili sotto le coperte tra le nostre due schiene e lì ti ritroviamo al mattino, bollente, grazie alla trapunta e alla tua pelliccia.
Che sei tu per me ? Un gioco? Un passatempo? Non solo. La tua serietà e la tua coerenza sono uno specchio per me, uno stimolo ad imitarti e quasi quasi temo il tuo giudizio. Sei un essere vivo, come un uomo e come tale vai rispettata. Il tollerare le tue manie  e i tuoi nervosismi sottintende una valutazione globalmente positiva del tuo comportamento. Come tutti gli uomini sono fragile e dubito di me: tu mi hai insegnato ad essere sicuro e cosciente dei miei valori. Mi hai anche insegnato con la tua autolimitazione che il cibo serve per vivere  e che non si può vivere solo per mangiare.
Quando mi alzo di notte a sorseggiare il caffè freddo della sera mi segui, pretendi una manciata di croccantini come io la sigaretta e poi ti raggomitoli di fianco a me guardando nel buio coi tuoi grandi occhioni. Che pensi? Che significato ha la vita per te? Forse sai che dovrai morire (e lo farai certo con dignità come tutti gli animali) ma ti basta l'oggi e non ti angosci col futuro o con l'aldilà, non hai come noi un carrozzone di credo, di tabù con cui combattere le angosce e le paure, l'ignoto: sei obbiettiva e dignitosa. Morirai Heidi, e ti piangerò. Morirai come tanti amici e conoscenti che in un lento stillicidio se ne sono andati, portandosi via un pezzo della mia vita, lasciandomi con la povertà del mio vissuto di fronte a un futuro solitario, vuoto d'amore. Oggi però ci sei, e allora brindiamo alla vita con questo bicchiere di latte!


 


 

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