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Scritto da raffaele. Postato in Racconti

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VIAGGIARE  PER  SAPERE


         
A Istanbul, al Topkapi, davanti al plastico illustrante l'estensione del dominio turco nel suo massimo splendore (1600),ho avuto un ripensamento sulla nostra storia.  Già i romani avevano costruito un impero, ma non così grande. Avevano conquistato tutto il conquistabile allora, fronteggiando i Celti  in Germania, gli Scozzesi in Inghilterra, i Numidi in Marocco, gli Assiri in Medio Oriente. Coraggiosi e crudeli in battaglia (avevano inventato la legione romana che coi suoi scudi e i gladi equivaleva  al carro armato di oggi) sapevano poi con la Pax Romana  sfruttare i paesi conquistati ma anche amalgamarli inglobandoli nell'Impero. I Turchi non furono da meno. Nel 1300 una piccola tribù guerriera della Bitnia capeggiata da Osman (da cui il nome di Ottomani) prevalse sulle altre tribù  fino a diventare una grande potenza che 150 anni dopo , nel 1453, riusciva con Maometto II a conquistare Costantinopoli. Giunsero due volte sotto Vienna , contennero e limitarono il potere di Venezia, ebbero tutto il Nord Africa e a nord giunsero fino alla Russia. Poi coi secoli il lassismo e la corruzione determinarono lo sfaldamento del loro impero. Nel 1911 quando conquistammo la Libia la strappammo a loro che ormai erano stanchi di guerre oltremare. Certo è che la storia insegnataci a scuola non rende loro giustizia . I nostri ricordi si riducono a "mamma li Turchi!" perché effettivamente predarono le nostre coste giungendo fino alle più profonde valli alpine, ma qualcosa di buono avranno pur fatto anche loro. Forse la religione, la lingua, gli usi e i costumi  furono ostacoli insormontabili che non permisero la loro integrazione.

I nostri più acerrimi nemici dovrebbero essere gli Austriaci, almeno così ci insegnarono un tempo a scuola. Nel 40 quando attaccammo la Francia non odiavamo certo i cugini Francesi e nemmeno l'Inghilterra, temuta e rispettata dalla nostra marina. Odiammo i Tedeschi dopo l'8 settembre per i loro eccessi ed il loro autoritarismo, ma bisogna pensare che erano con l'acqua alla gola, stanchi di morti, di sconfitte e di sei anni di guerra. Odiammo invece gli Austriaci nella prima guerra mondiale, ce li fecero odiare gli interventisti e la propaganda, ma non li odiarono certo i montanari che confinavano con le loro valli né la maggior parte dei lombardo veneti memori della  precisione e della saggezza della loro amministrazione e tanto meno  i siciliani o i sardi che  manco sapevano dov'era l'Austria. In Austria non ho notato nessun livore o malanimo verso di noi e la nostra parlata (in Trentino invece sì ! ) mentre potrebbero benissimo odiarci. Unitamente agli Ungheresi abbiamo distrutto il loro impero cacciandoli dalle terre più fertili ed amate e riducendo Vienna da grande capitale a un incrocio ferroviario.

 


 


 

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