Maurizio Barca

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in ESPERTO

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Terapia Chirurgica Mini-invasiva del Dolore:  Dott. Maurizio Barca

 

Tra le attività chirurgiche d’avanguardia un posto di rilievo occupa la terapia chirurgica mini-invasiva  del dolore. Essa pone come obiettivo principale l’eliminazione del dolore nel paziente, sia esso ortopedico, neurologico o di altra natura.
Nell’ambito della terapia del dolore si è sviluppata una disciplina che tende ad attuare procedure chirurgiche con condotta sempre più mini-invasiva, dove l’esposizione dei tessuti e quindi l’impatto biologico sul paziente è sempre più limitato. Il chirurgo, in questi casi, cerca di attaccare direttamente la causa del dolore e allo stesso tempo di preservare la funzione interessata, senza compromettere la stessa ed esporre il paziente a rischi o lunghi e difficoltosi periodi di recupero post-intervento.

I pazienti possono sottoporsi a interventi chirurgici e altre terapie sotto la guida del Dott. Maurizio Barca, esperto internazionale di terapia antalgica e responsabile dell’attività di terapia antalgica in diversi centri specializzati in Italia. Il Dott. Barca studia e applica le metodiche attualmente più efficaci per la cura di diversi tipi di dolore nel paziente. L’obiettivo dell’équipe diretta dal Dott. Barca è trattare il dolore nel paziente nel modo meno invasivo e più efficace possibile.

L’approccio terapeutico
L’insieme di innovativi approcci sviluppati e applicati dal Dott. Barca partono da uno studio approfondito della patologia dolorosa, per identificare in prima istanza la diagnosi. Il lavoro diagnostico consiste nello stabilire l’eziopatogenesi, ovvero la causa e i meccanismi che generano il problema del paziente. In seguito, si passa alla valutazione clinica per decidere la strategia operatoria da applicare, nell’ottica di una riduzione dell’impatto biologico (quindi un uso più limitato possibile del “bisturi”) e quindi nel rispetto della funzione e della fisiologia del paziente.
Lo studio algologico della causa del dolore, unita ad un’approfondita valutazione anestesiologica, facilita l’identificazione della più idonea condotta chirurgica mini-invasiva. Le condizioni chirurgiche vengono selezionate in modo sempre più specifico, per ridurre i tagli e veicolare congegni miniaturizzati all’interno del corpo.
La tabella sottostante illustra alcune delle problematiche che il Dott. Barca ha trattato con successo, accumulando una casistica importante, e le relative terapie applicate.


Problema

Terapia

Dolore cranio-facciale (nevralgia del trigenio)

Ablazione selettiva di una delle tre branche del nervo trigemino (Ganglio di Gasser), raggiunto con uno speciale ago inserito attraverso un forame alla base del cranio sotto guida radiologica (termorizotomia del trigenio).

Dolori cervicali o dolori al braccio, ad esempio causati da patologie a carico del rachide cervicale, come radicolopatie o ernie del disco

Veicolazione di un ago all’interno del disco con guida radiologica (in anestesia locale) per vaporizzare il nucleo del disco e sigillare le fissurazioni del disco stesso, rendendolo più sicuro ed evitare recidive.
In alternativa, in situazioni dove anche la componente ossea è interessata, ovvero quando i becchi osteofitici vanno a comprimere lo spazio tra le vertebre, è possibile inserire con precisione millimetrica dei microdistanziatori in titanio all’interno dell’articolazione della colonna. I microdistanziatori si distraggono girando una vitina presente nel centro dell’apparecchio e aprendosi sollevano le vertebre cervicali, liberando completamente la radice. In questo modo l’azione di compressione esercitata sui nervi interessati viene interrotta in modo pressoché definitivo. Questa innovativa tecnica, messa a punto negli ultimi anni, è già diffusa negli Stati Uniti grazie all’approvazione della Food and Drug Administration (FDA), ente mondiale che certifica l’appropriatezza di molte procedure mediche.

  • Nevralgie post-erpetiche
  • Cefalee occipitali o occipito-tensive
  • Patologie nervose post-traumatiche che interessano gli arti, con dolore neuropatico

Tenichedi neuro-modulazione applicate a livello radicolare. È possibile neuro-modulare le componenti radicolari gangliari delle radici, posizionando elettrocateteri presso la zona cervicale e collegandoli al pacemaker per stimolare la terza radice spinale, spesso coinvolta nell’eziopatogenesi delle nevralgie e delle cefalee.

 

        Angina pectoris

Posizionamento di elettrodi a livello toracico o midollare e stimolazione. Studi dimostrano che l’efficacia di questa tecnica mini-invasiva è paragonabile alla rivascolarizzazione con stent o al bypass ortocoronarico, entrambe molto invasive e non eseguibili su tutti i pazienti.

  • Vasculopatie periferiche, compreso piede diabetico e arto fantasma
  • Lesioni del sistema nervoso periferico
  • Malattia di Raynaud

Trattamento delle strutture paravertebrali lombari del sistema nervoso o del midollo, che consiste nell’ablazione delle strutture gangliari coinvolte tramite guida radiologica. Si tratta di una tecnica indicate in particolare in pazienti che non presentano le condizioni adatte per l’impianto di bypass arteriosi femoro-poplitei. 

Dolore pelvico con incontinenze (sia urinarie che fecali)

Stimolazione midollare, in particolare le strutture nervose associate ai muscoli della pelvi.

Deficit di altezza dei dischi intervertebrali legato a ernia del disco.

Impianto di cuscinetti, ammortizzatori e stabilizzatori dinamici di dimensioni estremamente ridotte, tramite incisioni minime, che permettono di distrarre o divaricare le vertebre in vari modi, agendo nel compartimento osseo posteriore. L’impianto di questo tipo di congegni permette un risparmio notevole di tessuto osseo e muscolare, non espone al rischio di cicatrici estese e potenzia le funzioni di ammortizzamento invece che ridurle. Si limita il rischio di patologie successive e il recupero funzionale è molto ridotto, come i costi della riabilitazione. Il paziente operato con questa tecnica ricomincia a camminare nel giro di pochi giorni: la necessità di allettamento è limitata, come la perdita del tono muscolare e i dolori post-operatori.

Dolore causato da crolli vertebrali nei casi di osteoporosi severa.

Cifoplastica mini-invasiva. Iniezione di cemento speciale nel corpo vertebrale che provoca la riduzione della frattura e la solidificazione della vertebra. L’iniezione viene praticata tramite un’incisione di dimensioni minime.

  • Casi di scoliosi in cui il peso grava in maniera asimmetrica sul bacino e provoca risentimenti articolari della giuntura sacro-iliaca. Le persone affette da questa patologia spesso hanno un dolore lombare tale da non permettere di alzarsi dalla posizione distesa o seduta senza fatica.

 

  • Situazioni invalidanti di lombalgia cronica data dalla sacro-ileite, che si verifica anche in pazienti giovani.

 

Fissazione a livello sacro-iliaco delle ultime zone del bacino. Si posizionano impianti specifici a livello sacro-iliaco che permettono di creare una stabilità del bacino, per favorire la formazione dell’osso nella giuntura che precedentemente dava instabilità e dolore. In presenza di comorbilità (presenza di diverse patologie) è possibile praticare la denervazione, ovvero l’interruzione parziale o totale delle connessioni nervose tramite la stimolazione con elettrodi, per desensibilizzare la struttura e eliminare così il dolore.

 

 

 

 

 


 


 

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