Zamira Migliorini

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in ESPERTO

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Indice articoli

Gentile utenza qui di seguito Vi presento i dati e il curriculum di una valida specialista in psicologia.

 

LOCANDINA MAGGIO OFFERTA MESE PREVENZIONE 2014 

Ecco i Suoi riferimenti

Dott.ssa Migliorini Zamira Psicologa,

Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva presso il Centro Clinico Crocetta - Torino

Operatrice EMDR di primo livello

Studio psicologia Lingotto Via Genova 70 To

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Cell 347/3694560

 

 


 

 

 

 


 

Curriculum Vitae

·      La Dott.ssa Migliorini Zamira e' nata ad Avigliana il 9/8/1978 ed è residente a Torino.

· Nel 1997 consegue il Diploma di Maturita’ scientifica presso il Liceo Scientifico “N.Rosa” di Bussoleno (TO) con la votazione di 52/60esimi.

· Nel 2006 si laurea in Psicologia Clinica e di Comunità presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino con una tesi sperimentale nell’ambito della Neuropsicologia Clinica dal titolo ”La rappresentazione di malattia in soggetti con ictus cerebrale e nei caregiver”. Relatore: Prof.G.C.Geminiani; Votazione finale: 109/110. ·

Nel 2007 si abilita all’esercizio della Professione con iscrizione all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte (n. 5243)

· E’ Specializzanda in Psicoterapia presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva, Centro Clinico Crocetta, Torino.

· E’ Consulente Sessuale.

· Ha sviluppato competenze sul trattamento cognitivo integrato del Disturbo di Panico e del Disturbo Post Traumatico da Stress

· Ha competenze in Psicosomatica.

· E’ operatrice di Training Autogeno, 1°livello, settore clinico e iscrizione albo E.C.A.A.T in data 21/04/2007.

 


 

Svolge:

 

·      Attività di ascolto, di sostegno, di consulenza psicologica (individuale, dell’età evolutiva, di coppia, familiare e di gruppo)

· Attività di consulenza psiconcologica, valutazione e gestione dei problemi emozionali (ansia, depressione…) legati alla malattia oncologica dei malati stessi o dei loro carigever. Percorsi di sostegno alla donna in gravidanza (nel periodo pre e post partum), e alla genitorialità.

· Corsi di formazione finalizzati a promuovere la gestione efficace della comunicazione e delle relazioni nei gruppi di lavoro.

· Seminari, convegni, corsi e serate per approfondire le tematiche della Psicologia del Benessere, e per promuovere attività ad essa legate (gestione dello stress e percorsi di rilassamento).

· interventi di psicologia applicata alla comunicazione e alla pubblicità.

 

 


 

Ecco un breve saggio sullo stress ... 

TIPI  STRESSATI...

Chi di noi non si sente o non si è sentito almeno una volta nella vita stressato? Stressato dal lavoro, dallo studio, dagli impegni familiari, dallo sport. La giornata è costellata da tanti piccoli momenti stressanti che progressivamente esauriscono le risorse del nostro organismo.

Alcune indagini hanno evidenziato che la maggioranza dei lavoratori, soddisfatti o meno della propria professione, è colpita da tensione emotiva, affaticamento, difficoltà a riposare. Secondo una recente ricerca, almeno un lavoratore europeo su tre è colpito da stress da lavoro. Le donne ne sono colpite in un numero maggiore rispetto agli uomini anche perché sempre più donne lavorano e cresce la difficoltà a conciliare il lavoro stesso con gli impegni famigliari. Lo studio, gli esami da preparare, le scadenze o i compiti di ogni pomeriggio rappresentano una fonte di stress che determina una perdita di tono ed energia a livello fisico ma soprattutto a livello mentale. Molti studenti, verso la fine dell’anno scolastico o in corrispondenza di esami particolarmente difficoltosi, lamentano affaticamento e difficoltà di memoria e concentrazione; funzioni la cui efficienza è indispensabile per portare avanti lo studio.Lo sport intenso, gli allenamenti e le competizioni bruciano una consistente quantità di energie dell’organismo con conseguente stanchezza fisica e indebolimento generale.

Lo stress è attualmente riconosciuto come una delle malattie sociali più gravi e più diffusa, e per questo è necessario aumentare il grado di consapevolezza personale e apprendere come “gestirlo”. Gestire lo stress diventa così non più solo uno sforzo di controllo cognitivo, ma un modo di funzionare diverso in cui mente e corpo insieme ci permettono di affrontare alti carichi di lavoro, responsabilità elevate, problemi difficili senza stress e con grande serenità. I miglioramenti che si ottengono riguardano tutti i piani del funzionamento umano: Emotivo, Cognitivo, Fisiologico e Biologico.

Oggi lo stress colpisce indiscriminatamente ragazzi in età scolare, donne, uomini all’inizio della propria carriera, manager, professionisti affermati e pensionati; viene registrato in percentuali crescenti in diversi ambiti sociali e in un'ampia fascia d’età

Nel nostro Paese, gli uomini sono più stressati delle donne (62% contro 48%). Il 42% degli stressati vive al sud o nelle isole, contro il 35% di stressati al nord e il 23% al centro. Quanto alla percezione che gli italiani hanno del loro stato di tensione, a considerarsi "molto" stressato è il 17% della popolazione, "abbastanza" il 28%, "solo in certi periodi" il 24%. E solo il 24% degli italiani si dichiara relativamente immune allo stress.

Tra le cause di questo continuo stato di tensione il lavoro è messo sotto accusa da 3 italiani su dieci (28%). Tutti gli altri individuano altrove la radice del loro malessere quotidiano: il tempo libero per il 26%, la sfera della vita privata per il 19% degli italiani, il rapporto col partner per il 9%. La salute e il rapporto col proprio corpo per il 14%.

 

Che cosa ci stressa?

Ognuno di noi risponde agli eventi stressanti in modo diverso, questo perché ogni persona fa esperienze diverse e fa proprie strategie interpretative e di pensiero diverse. Inoltre un ruolo fondamentale nell'interpretazione degli eventi, sia interni che esterni, spetta all'apprendimento. Noi impariamo a comportarci in un certo modo di fronte a certi stimoli e questi meccanismi di apprendimento agiscono in modo automatico, al di fuori della nostra consapevolezza. Le nostre stesse valutazioni personali degli eventi e delle cose subiscono l'effetto dell'apprendimento e una volta consolidatesi funzionano in modo relativamente autonomo. Gli schemi comportamentali e di pensiero hanno la funzione di farci risparmiare energia sia fisica che mentale, infatti si basano su esperienze pregresse già elaborate, facilmente rievocabili.

Quindi non ci sono situazioni stressanti uguali per tutti ma ansia e tensione possono scaturire da qualsiasi evento che venga percepito al di sopra delle nostre possibilità e generi in noi sentimenti di impotenza e di inadeguatezza.

Stress e ansia sono strettamente collegati, tant'è che possiamo considerarli come due facce della stessa medaglia; gli stressors, ovvero gli elementi ambientali (intesi anche come situazioni, esperienze o persone) che producono una sollecitazione sull'organismo, subiscono sempre un'elaborazione di tipo cognitivo, dalla quale dipende in gran parte la reazione della persona. L'ansia deriva da queste elaborazioni, per esempio nel caso in cui la persona percepisca il pericolo come reale e desideri liberarsene. Lo stress in sostanza è la prima sollecitazione che l'organismo subisce quando vi è un cambiamento nell'equilibrio tra organismo e ambiente. L'ansia è una sua possibile conseguenza.

Come reagisce il nostro organismo allo stress?

Dapprima l'organismo attraversa una fase di allarme: quando ci troviamo di fronte ad un fattore stressante, il nostro organismo ci lancia una sorta di S.O.S. per avvertirci che sta accadendo qualcosa di imprevisto e non controllabile: dobbiamo mobilitare tutte le risorse disponibili. Questa reazione è indispensabile dal tipo di stimolo stressante (studio, lavoro, ecc) che l’ha innescata e determina come prima conseguenza un aumento dei livelli di adrenalina, che nel nostro organismo funziona come un messaggero di un pericolo o di una minaccia imminente e comunica ai vari organi ed apparati la necessità di preparasi a reagire.

 L’organismo possiede un eccezionale sistema di adattamento allo stress, rappresentato da una serie si meccanismi compensatori che ci permettono di “ adattarci “ a qualsiasi situazione avversa e quindi di fronteggiarla. Questi meccanismi funzionano allo stesso identico modo indipendentemente dal tipo di stress che dobbiamo affrontare e tendono a ripristinare il giusto equilibrio delle funzioni biologiche.A questo punto l’organismo è pronto a combattere e diventa importante scegliere la strategia più adatta al nemico che vogliamo vincere. Questa fase della risposta allo stress (detta fase di resistenza)è infatti fortemente specifica nei confronti del fattore che lo ha scatenato; ciò significa che se lo stress iniziale è stato di tipo fisico come, ad esempio, un eccessivo dispendio di energie a causa di un lavoro particolarmente faticoso, la strategia vincente sarà quella di rendere disponibili le riserve di energia ed aumentare i tempi di sonno per favorire un buon recupero. Se l’organismo ha utilizzato la giusta strategia, si raggiunge il cosiddetto “ adattamento “, che ci consente di trovare un nuovo equilibrio.

 Se tuttavia il fattore di stress persiste e giunge ad oltrepassare una determinata intensità critica, le riserve energetiche dell’organismo si consumano poco a poco fino ad esaurirsi e lo stato di adattamento raggiunto nella precedente fase viene perduto lasciando il posto ad uno stato di malessere generale (fase di esaurimento).

Quest'ultima fase è la più pericolosa, in quanto l'esposizione prolungata ad una situazione di stress può provocare l'insorgenza di patologie sia fisiche che psichiche (disturbi d'ansia). In particolare, lo stress cronico attiva un circuito composto da strutture cerebrali e da una ghiandola endocrina (asse ipotalamo-ipofisi-surrene), il surrene, il quale aumenta la secrezione di cortisolo. Quest'ormone, anche conosciuto come ormone dello stress, se presente in quantità superiori alla norma provoca vari disturbi.

Tra i sintomi più frequenti dello stress ricordiamo:

Mancanza di tono ed energia. Ci sentiamo stanchi, ogni mattina di più e nonostante ci sforziamo di iniziare la giornata con entusiasmo, non riusciamo a tenere il ritmo. Il senso di affaticamento generale ci rende apatici, poco attivi e scarsamente vitali.

Difficoltà di concentrazione.La nostra capacità di concentrazione perde qualche colpo; abbiamo difficoltà a ricordare e scarso rendimento nello studio e nel lavoro intellettuale.

Problemi digestivi. Una delle più comuni conseguenze dello stress, unitamente ad un’alimentazione frettolosa e poco equilibrata, è una cattiva digestione, che può manifestarsi anche con disturbi addominali( ulcera dello stomaco, diarrea, crampi allo stomaco, colite)

Difficoltà a  riposare. La continua tensione giornaliera non ci consente di raggiungere il rilassamento necessario per un buon sonno ristoratore. L’incapacità di riposare riduce le nostre possibilità di recupero, cosicché stanchezza fisica e mentale si accumulano giorno dopo giorno.

E ancora: accelerazione del battito cardiaco, attacchi di panico, crisi di pianto, depressione, frustrazione, attacchi di ansia, disturbi del sonno, dolori muscolari, malfunzionamento della tiroide, facilità ad ammalarsi, difficoltà ad esprimersi e a trovare un vocabolo conosciuto, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, frequente bisogno di urinare, cambio della voce, iperattività, confusione mentale, irritabilità, abbassamento delle difese immunitarie, diabete, ipertensione, cefalea, ulcera, irritabilità, impotenza sessuale. È inoltre dimostrato il collegamento tra lo stress e alcune gravi patologie: malattie cardiocircolatorie, malattie della pelle, indebolimento del sistema immunitario, diabete, tumori.

Se lo stress cronico avanza, rende difficile svolgere le normali attività sociali e lavorative, finendo per produrre malattie e disturbi sempre più pericolosi. Una volta cronicizzato, lo stress diventa altamente dannoso, poiché costringe l'organismo in una situazione di costante tensione e allarme anche quando non sarebbe necessario, pregiudicandone energie e salute. E' oramai un dato acquisito che lo stress produce modificazioni a carico di tutti gli organi, attraverso la mediazione del sistema nervoso vegetativo, del sistema endocrino e del sistema immunitario, attraverso una complessa serie di meccanismi di regolazione.

Strategie per prevenire e gestire lo stress:

Nella vita frenetica della società di oggi diventa sempre più importante un'azione efficace e reale per prevenire lo stress e per raggiungere un vero e duraturo benessere.

Con Benessere non si vuole descrivere una condizione di "assenza di malattia", ma qualcosa di molto più importante ed ampio: la capacità di vivere in pieno le proprie potenzialità, liberare le energie immobilizzate, sviluppare le proprie qualità vitali, raggiungere livelli di vita ancora più soddisfacenti.

 

Importante: è' normale”essere stressati” in certi momenti e situazioni della nostra vita, ma non è altrettanto”normale” non riuscire a ritornare a una condizione di allentamento, di calma e riposo profondo, dopo l’attivazione e lo sforzo per superare ostacoli e risolvere problemi.

Gestire lo stress diventa così non più solo uno sforzo di controllo cognitivo, ma un modo di funzionare diverso in cui mente e corpo insieme ci permettono di affrontare alti carichi di lavoro, responsabilità elevate, problemi difficili con maggiore serenità. I miglioramenti che si ottengono riguardano tutti i piani del funzionamento umano: Emotivo, Cognitivo, Fisiologico e Biologico.

 


 

Le tecniche di rilassamento

si collocano in questo spazio di prevenzione (migliorando il nostro atteggiamento verso il cambiamento) e di cura dello stress ( facilitando il recupero delle “forze”psico-fisiche necessarie per affrontare nuovi cambiamenti)

Inoltre, le tecniche di rilassamento agiscono sul rapporto mente-corpo: lo stress infatti  non colpisce solo la nostra mente ma anche il nostro corpo, con evidenti ricadute a livello di alterazioni profonde del respiro, del tono muscolare di base, delle posture, dei movimenti,  alterazioni oggettivamente presenti e rilevabili ma di cui ci si accorge difficilmente

E' importante sottolineare che l'obiettivo di un percorso di rilassamento e/o di supporto psicologico in una situazione di stress non è quello di eliminare completamente lo stress, ma di imparare a gestirlo!Questo perchè  lo stress è un”ingrediente” della vita!

 

In sintesi gli obiettivi di un percorso di rilassamento sono:

·      aumentare il benessere percepito

·      favorire la distensione neuro-muscolare

·      recuperare energie psico-fisiche

·      evitare di trasformare lo stress “fisiologico positivo” in uno stato di stress cronico negativo, che logora 

 


 

Vaginismo

Con la parola vaginismo si intende l’impossibilità della donna ad avere

rapporti sessuali completi a causa di uno spasmo involontario di tutta la

muscolatura presente all’ingresso della vagina che di fatto impedisce la

penetrazione. Quando si tenta la penetrazione l’accesso vaginale si serra

talmente che l’atto sessuale è impossibile;tale contrazione può variare da una

forma lieve, che induce una certa tensione e disagio, fino a forme di dolore

molto intenso. Questa disfunzione sessuale non va confusa con le difficoltà

temporanee ad avere rapporti completi, frequenti soprattutto nelle prime

esperienze sessuali. Una donna può soffrire di vaginismo primario se tale

disfunzione è presente fin dall’inizio dell’attività sessuale oppure di vaginismo

secondario se il disturbo si è sviluppato dopo un periodo di funzionamento

normale. Le cause del vaginismo possono essere ricondotte a fattori di tipo

organico (eccessiva rigidezza dell’imene, resti imenali dolorosi, endometriosi,

malattie infiammatorie delle pelvi, atrofia senile della vagina, tumori pelvici,

ecc.) ma molto spesso il vaginismo è dovuto ad una varietà di fattori

psicologici.

Molte donne che soffrono di vaginismo sono sessualmente reattive e possono

raggiungere l’orgasmo con la stimolazione del clitoride, possono ricavare

piacere dai giochi erotici e cercare il contatto sessuale , a patto però che ciò

non porti al coito.

Tale condizione può avere un effetto psicologico disastroso non solo sulla

donna ma anche sul partner. Gli sforzi di penetrazione del partner, oltre a

creare alla donna un forte dolore fisico, la possono far sentire spaventata,

umiliata e frustrata da questi tentativi. Inoltre, i ricorrenti insuccessi danno

origine a un senso di inadeguatezza conseguente al vaginismo stesso. Per

evitare il confronto con queste esperienze dolorose, la coppia finisce spesso

evitando qualunque incontro sessuale.

Se si sospetta una tale condizione è quindi bene escludere prima di tutto

eventuali cause organiche. Soltanto allora sarà possibile iniziare una terapia

psicosessuologica in cui il trattamento del vaginismo consisterà nel

progressivo decondizionamento dello spasmo involontario della muscolatura

presente all’ingresso della vagina.

Tale procedura prevede un graduale percorso di conoscenza ed esplorazione

del proprio corpo da parte della donna per arrivare poi all’uso di dilatatori di

dimensioni crescenti, che vengono inseriti in vagina gradualmente, dalla donna

stessa o dal proprio partner. Tale trattamento di solito dura per brevi periodi

(3-4 mesi) e può coinvolgere solo la donna o la coppia.

  

 


 


 

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