Emorroidi

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in Patologie

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L’anatomia del nostro corpo

 

Nella parte terminale del retto e nell’ano sono localizzati dei cuscinetti di tessuto molto spugnoso prevalentemente a sangue venoso ma ricchi di anastomosi artero-venose. La chiusura del canale anale è permessa da questi cuscinetti che oltretutto gonfiandosi e sgonfiandosi ripetutamente di sangue consentono la progressione delle feci. Se tali cuscinetti rimangono dilatati in modo irreversibile, con conseguente ristagno di sangue, si parla di emorroidi. L’espulsione delle feci avviene per rilascio muscolare e grazie alla produzione di muco delle ghiandole perianali che lubrificano il canale anale.

emorroidi

 

Fisiopatologia

 

In caso di alimentazione povera di fibre le feci saranno più dure e piccole, e tendono a permanere nel retto anche dopo che lo stimolo ad evacuare si è manifestato. Ciò induce un ulteriore sforzo da parte della persona che fa ingrandire il plesso emorroidario e per contatto con le feci si infiamma.

Le emorroidi possono anche ingrandirsi per una prolungata stazione eretta o seduta e al passaggio delle feci possono essere spinte verso l’esterno ( prolasso) .

 

Classificazione delle emorroidi

 

Emorroidi esterne: sono visibili come piccoli rigonfiamenti della cute del margine anale, non creano disturbi fino a quando non insorge una complicanza, la trombosi che appare come un nodulo bluastro dovuto al sangue raccolto al suo interno. In questo caso il dolore può essere così acuto da impedire al paziente anche di sedersi.

Emorroidi interne : primo grado , rimangono nella loro sede e non prolassano; secondo grado, scendono ( prolassano) verso l’esterno e possono rientrare nella loro sede spontaneamente; terzo grado, scendono ( prolassano) verso l’esterno e possono rientrare nella loro sede con l’aiuto manuale; quarto grado, sono prolassate verso l’esterno e non possono rientrare in nessun modo

 

Sintomi

 

Emorragie : sangue rosso vivo, di solito non mescolato a feci compare durante o subito dopo l’evacuazione.

Bruciore, prurito, perdite di muco, sensazione di pienezza o di svuotamento incompleto dopo la defecazione.

Prolasso dei cuscinetti emorroidari al di  fuori dell’orifizio anale nei casi più gravi accompagnato da incontinenza alle feci liquide ed ai gas ( perdita di controllo dei muscoli anali ).

Le cause

 

Le emorroidi possono dipendere da cause ereditarie, ma sicuramente anche da errate abitudini alimentari, dalla pratica di alcuni sport, da una vita sedentaria, dall’uso di purganti, dall’età, dalla gravidanza,  e da alcune malattie; esempi: (età tra i 40 e i 60 anni, gravidanza dal 5° mese in avanti, stare in piedi a lungo, svolgere un lavoro sedentario, dieta povera di fibre vegetali, fare uso di pillola anticoncezionale, stitichezza, abuso di purganti, soprappeso, dissenteria conica, sollevamento pesi, bici, equitazione, vene varicose).

 

Gli esami diagnostici

 

Le analisi servono per facilitare la diagnosi di emorroidi e soprattutto per escludere polipi intestinali e cancro del colon- retto.

FOBT o sangue occulto nelle feci: si ricerca la presenza di sangue non visibile ad occhio nudo nelle feci che il paziente porta in laboratorio.

Colonscopia : il medico operatore introduce dall’ano nell’intestino un sottile tubicino che in punta ospita una telecamera . Le immagini dell’intestino appaiono su un monitor, con tale strumento si può anche colorare la mucosa per effettuare diagnosi più precise, effettuare una biopsia ( rimozione di piccolo frammento di tessuto), rimuovere un polipo.

Rx clisma opaco a doppio contrasto : viene introdotto nel colon con un clistere un mezzo maritato che vernicia le pareti, i raggi x proiettati su lastra fanno vedere come è fatta la parete intestinale e se vi sono anomalie.

 

La prevenzione e le buone abitudini

 

*    L’evacuazione: non è importante andare al bagno ogni giorno ma è importante la regolarità.

*    Evitare di stare seduto troppo a lungo sulla tazza perché così facendo si stimolano le emorroidi a dilatarsi eccessivamente.

*    E’ necessario curare attentamente l’igiene locale facendo bidet in acqua tiepida.

*    Un’attività fisica svolta regolarmente tonifica le pareti intestinale.

*    Per vincere la stitichezza si devono assumere cibi ricchi di fibre che sono divisibili in due categorie: fibre solubili che sono presenti soprattutto nei legumi come i fagioli i piselli i ceci e le lenticchie e anche nella frutta, tali fibre proteggono da futuri problemi cardiovascolari; le fibre insolubili che sono presenti soprattutto nei cereali integrali verdure ortaggi, tali fibre  hanno effetti benefici sulle funzioni dell’intestino e nella prevenzione di alcuni tipi di neoplasie. Questo ultimo tipo di fibra insolubile non si scioglie in acqua ma la assorbe aumentando il volume fecale, le deiezioni  diventano più soffici e possono essere emesse con più facilità.

    L’idratazione con almeno 6 / 8 bicchieri di acqua al dì permette la corretta idratazione del volume fecale e la sua facile espulsione.

 

Cosa fare in caso di infiammazione acuta

 

        Bidet in acqua tiepida : in caso di prolasso in assenza di trombi sedere due volte al giorno per 20 minuti in acqua tiepida e acido borico. Questo accorgimento contribuisce ad alleviare il dolore , oltre che a mantenere pulita la zona interessata.

        Impacchi di ghiaccio : efficaci nel ridurre i coaguli di sangue, sono utili in caso emorroidi esterne trombizzate . Il ghiaccio va mantenuto con un panno per 20 minuti.

        Igiene intestinale : pulirsi delicatamente con carta igienica morbida e lavarsi con acqua tiepida serve a evitare le irritazioni, inoltre non si deve contrastare il bisogno di evacuare.

 

 

 


 


 

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