Seminoma

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in MEDICINA

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seminoma

Il seminoma o tumore testicolare.


I testicoli, contenuti nella sacca scrotale, sono gli organi dell’apparato genitale maschile preposti alla produzione degli spermatozoi e di alcuni ormoni (come, ad esempio, il testosterone). Il tumore al testicolo, che in Italia colpisce circa 2000 uomini ogni anno, si sviluppa in seguito all’alterazione delle cellule presenti in queste due ghiandole: questa anomalia causa a sua volta una crescita eccessiva e incontrollata delle stesse, determinando la formazione di una massa tumorale.
La maggior parte delle neoplasie testicolari (95%) deriva da una trasformazione maligna delle cellule germinali, cioè quelle che danno origine agli spermatozoi, ma esiste anche una piccolissima fetta di tumori al testicolo (5%) che si sviluppa a partire da altri tessuti delle gonadi e sono estremamente rari.
Carlo Introini, Direttore della Struttura Complessa di Urologia degli Ospedali Galliera di Genova, spiega sintomi, fattori di rischio e cure del cancro al testicolo, sfatando anche qualche luogo comune.
Quali sono i sintomi?
Nella maggior parte dei casi il tumore si manifesta con la comparsa di un nodulo duro e non dolente a carico di un testicolo, scoperto quasi sempre per caso dal paziente attraverso la palpazione. Possono verificarsi anche una sensazione di pesantezza del testicolo, un brusco dolore acuto (che talvolta diventa cronico) e un aumento del volume.
Quali sono i fattori di rischio?

Esistono alcuni fattori di rischio che possono favorire l’insorgenza di questa neoplasia. Il primo è il criptorchidismo, cioè la mancata discesa del testicolo dalla cavità addominale allo scroto: normalmente, infatti, in questi casi il rischio di sviluppare un tumore è circa 35 volte superiore a quello della popolazione generale. Altre condizioni favorenti potrebbero essere l’atrofia testicolare (quando, cioè, le dimensioni dei testicoli diminuiscono), traumi accidentali ripetuti (come, ad esempio, le pallonate), una familiarità per neoplasia del testicolo o un precedente tumore testicolare.
Quanto è diffuso il tumore testicolare?

Non si tratta di una patologia rara, anche perché rappresenta il 2% di tutte le neoplasie maschili e il 4% di tutti i carcinomi di interesse urologico. La caratteristica di questa neoplasia è che colpisce molto più frequentemente l’uomo giovane ed è una delle maggiori cause di decesso per cancro nei maschi adulti. È molto raro sia prima dei 15 anni sia dopo i 50: il periodo più critico è dai 20 ai 35 anni d’età. Una caratteristica è che è molto sporadico tra gli uomini di razza nera.
Si può fare prevenzione?

Non esiste una prevenzione vera e propria ma è opportuno che i genitori portino il bambino a fare un controllo nel caso in cui notassero qualcosa di anomalo a livello della sua sacca scrotale (come il criptorchidismo). I ragazzi intorno ai 15-16 anni dovrebbero farsi visitare almeno una volta all’anno da un urologo per un controllo di screening e per farsi mostrare come si esegue l’autopalpazione: purtroppo questo non accade praticamente mai. L’autopalpazione è importante e raccomandata, ma non ha la stessa valenza di quella della mammella, anche perché bisognerebbe farla fin da piccoli ma non si hanno le capacità tecniche né culturali per poterla eseguire correttamente.

Come viene effettuata la diagnosi?

Già con l’autopalpazione si percepisce un cambiamento del testicolo. Nel caso in cui si avvertisse la presenza di un nodulo irregolare, duro e non doloroso, l’uomo deve recarsi subito dal suo medico di famiglia, il quale valuta se è il caso o meno di mandarlo da uno specialista. Quest’ultimo decide poi di sottoporlo agli accertamenti diagnostici: l’ecografia e l’ecocolordoppler scrotale. Di fronte al sospetto di una neoplasia, risultano indispensabili i marcatori tumorali (marker) sierici, che sono l’alfa-feto proteina (AFP) e le Beta-Hcg. Esiste anche un terzo marker, meno utilizzato, ma non meno importante: il lattico deidrogenasi (LDH). Per una diagnostica ancor più accurata, si possono eseguire Tac, risonanza magnetica ed eventuale scintigrafia.
Come si cura?
Il tumore al testicolo è curabile in più del 90% dei casi. Può essere trattato con diversi tipi di terapie, che possono essere intraprese singolarmente o combinate tra loro. Generalmente si opta quasi sempre per la chirurgia, in particolare per l’orchifunicolectomia radicale, cioè l’asportazione completa del testicolo con tutto il funicolo spermatico (che è il peduncolo del testicolo) fino alla sua inserzione all’interno della cavità addominale. Si tratta di una tecnica sia diagnostica sia terapeutica, che consente di rimuovere la neoplasia. Contestualmente all’orchifunicolectomia radicale, viene eseguita anche una Tac per capire a quale stadio è la malattia; a questo punto interviene un team multidisciplinare (urologo, andrologo, oncologo, radiologo, radioterapista, anatomopatologo), per decidere quale sia il trattamento migliore, che può avvalersi di una radioterapia, di una chemioterapia, di una radio-chemioterapia o di un secondo passaggio chirurgico. Quest’ultimo è costituito dalla linfoadenectomia retroperitoneale, che è l’asportazione dei linfonodi, i primi tributari di eventuali localizzazioni secondarie di metastasi da parte del tumore primitivo.
Molti sostengono che la bicicletta sia dannosa per la salute del testicolo: è vero che alcuni sport sono pericolosi o è solo un luogo comune?
Si tratta solo di luoghi comuni. Se il ciclismo, il motociclismo e il motocross fossero davvero pericolosi, per via delle evidenti sollecitazioni al piano perineale e di conseguenza alla prostata e alla sacca scrotale, sarebbero vietati. Questi sport non possono essere annoverati come cause predisponenti del tumore al testicolo. La sella della bicicletta, particolarmente sottile e rigida, può creare un’infiammazione della prostata ma non è mai stato comprovato scientificamente che uno stimolo infiammatorio tale possa in un secondo momento tramutarsi in una neoplasia .
Gli integratori usati nelle palestre e negli sport agonistici possono avere delle ripercussioni sulla salute del testicolo?
Possono avere delle ripercussioni soprattutto dal punto di vista funzionale del testicolo e avere degli effetti collaterali su quella modesta quota di ormoni maschili che esso produce. Esistono alcune sostanze considerate possibili cancerogene ma non abbiamo ancora un’evidenza assoluta da questo punto di vista.

Il tumore testicolare, che in Italia colpisce circa 2000 uomini ogni anno ma è curabile in oltre il 90% dei casi, si sviluppa quasi sempre dalle cellule che danno origine agli spermatozoi.

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