Edulcoranti

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in Alimentazione

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Dolcificanti

Utilizzare i dolcificanti in maniera prolungata potrebbe non essere una buona idea. Lo dice uno studio apparso su Cell Metabolism e firmato da ricercatori dell'Università di Sydney. Lo studio, realizzato su modello animale, ha fatto luce sui cambiamenti che coinvolgono la percezione del gusto oltre alla regolazione dell'appetito nei soggetti che fanno un uso prolungato dei dolcificanti al posto dello zucchero.

Il rischio sta anche nell'effetto boomerang. Il consumo di prodotti dolcificati in maniera artificiale attenua la risposta dell'organismo sia a livello metabolico che cerebrale dal momento che non si riesce a soddisfare la voglia di dolce e non si stimola la produzione di insulina come avviene invece con lo zucchero. L'esame della risonanza magnetica funzionale ha evidenziato che i dolcificanti stimolano i centri cerebrali del gusto molto di più del comune zucchero (glucosio e saccarosio) e in maniera assai diversa. Assumendo edulcoranti al corpo non pervengono quelle calorie che richiede e, pertanto, le persone sono indotte a ingerire altri cibi dolci, superando così il giusto apporto calorico giornaliero.

Esami condotti su animali hanno riscontrato in maniera evidente che quelli tra essi a cui venivano somministrati dolcificanti tendevano a mangiare e a ingrassare molto più e molto più velocemente delle bestioline che ingerivano lo zucchero normale. Tra le due categorie di cavie era diverso anche l'innalzamento della temperatura corporea, essendo più basso del dovuto nei soggetti che assumevano gli zuccheri sintetici.

Dunque, mentre si attendono nuovi risultati scientifici dalla ricerca e dalle sperimentazioni, è consigliabile consumare questi prodotti dolcificanti con molta cautela, considerando che il danno potrebbe non limitarsi alla linea, ma coinvolgere anche lo stato di salute. Infatti, chi intende perdere chili consumando prodotti “light” o surrogati di zucchero ingerisce sicuramente meno calorie, ma deve poi combattere contro un aumento di appetito, probabilmente al più tardi contro gli effetti di una persistente iperinsulinemia (rischio di diabete II), oppure contro gli effetti scomodi di una ipoglicemia reattiva.
Bisogna inoltre ricordare che gli edulcoranti sono usati anche per addolcire medicinali, colluttori e gomme da masticare e che ipotesi al vaglio degli scienziati imputano ad alcuni dolcificanti capacità di cancerogenesi.

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