Virus Zirka

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in MEDICINA

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Definita la struttura del virus Zika
La definizione della struttura del virus Zika ha permesso di identificare sottili differenze rispetto ad altri virus della stessa famiglia, i flavivirus, a cui appartengono anche i patogeni responsabili di dengue e febbre gialla. Queste differenze possono spiegare perché il microrganismo è in grado di superare la barriera placentare e quella ematoencefalica e aggredire il sistema nervoso(red)
La struttura del virus Zika è stata definita da un gruppo di ricercatori della Purdue University che è così riuscito a ottenere informazioni critiche per lo sviluppo di terapie antivirali efficaci e di vaccini contro questo agente patogeno. Lo studio che ha portato a questo risultato è descritto in un articolo pubblicato su "Science".

Anche se nella maggior parte delle persone infettate dal virus i sintomi sono lievi e difficilmente distinguibili da una banale malattia parainfluenzale, di recente l'infezione è stata associata a un difetto di nascita in bambini nati da madri infettate durante la gravidanza, la microcefalia, che provoca danni cerebrali e un testa anormalmente piccola. L'infezione è stata associata anche alla sindrome di Guillain-Barré, una malattia autoimmune che può portare a una paralisi temporanea.

I ricercatori hanno scoperto che la struttura di Zika è molto simile a quella di altri flavivirus (fra i quali vi sono quelli che provocano la dengue, la febbre gialla e la febbre West Nile), con un genoma a RNA circondato da una membrana lipidica all'interno di un involucro proteico di forma icosaedrica.

Tuttavia la forte risoluzione con cui è stato possibile definire la struttura del virus ha permesso di evidenziare alcune sottili differenze dalle quali potrebbe dipendere la sua capacità – piuttosto rara per un virus - di superare sia la barriera placentare sia quella ematoencefalica.

In particolare queste differenze riguardano il sito di glicosilazione, una piccola struttura che si trova sulla superficie del virus ed è formata da alcune proteine collegate a una molecola di carboidrato che permette di “adescare” le cellule umane: una volta che la cellula ha riconosciuto il carboidrato e si è legata a esso, il virus inizia l'infezione. Le differenze tra Zika e gli altri flavivirus negli amminoacidi presenti nel sito di legame sarebbero all'origine della sua capacità di attaccare alcuni tipi di cellule umane che sono invece indenni alle altre infezioni virali.

I ricercatori sottolineano che il merito dei loro risultati è dei progressi nella microscopia crioelettronica: in precedenza sarebbe stato possibile ottenere una risoluzione così elevata della struttura del virus solo con la cristallografia a raggi X, “ma questa richiede una quantità relativamente grande di virus, che non è sempre disponibile. Inoltre, la cristallografia a raggi X non sempre riesce, soprattutto nel caso dei virus che, come Zika, hanno una membrana lipidica che non si organizza come un cristallo perfetto. Un risultato così era impensabile solo pochi anni fa."

 

Vedi anche : Ebola Virus e tumori HIV Obesita' e virus ROTAVIRUS ZOSTER .


 


 

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