Tacchi

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in Comportamento

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Scarpe con tacchi alti

passione di molte donne, ma che comportano una serie di disturbi della postura. Vediamo quali, e i consigli su quanto tacco portare.

Disturbi legati all’uso di tacchi alti


Con le scarpe col tacco, accade che il tallone è alto e il corpo si sbilancia in avanti; a quel punto, la donna ricorre a due soluzioni possibili per compensare: agire a livello del ginocchio o optare per uno scarico sulla schiena.
Di fatto, essendo noi un sistema estremamente connesso in tutte le sue parti, le ripercussioni si verificano a livello globale. Quel che succede la maggior parte delle volte è che, flettendo le ginocchia, queste si spostano in avanti, facendo traslare indietro il centro di gravità e riportandolo in equilibrio, sopra i piedi. Così facendo la curva lombare si riduce e la curva dorsale si accentua.
Quando invece le ginocchia non si flettono, è facile scaricare tutto sulla schiena e finire con accentuare la curva lombare; questa seconda “scelta” (può essere più o meno consapevole) ha un vantaggio in termini estetici, ma alla lunga ha conseguenze sui paravertebrali.
La pressione sull'avampiede forza poi le dita in modo notevole e le costringe a uno spazio troppo stretto, disturbandone la fisiologia.
Altri disturbi spesso connessi all’uso eccessivo delle scarpe col tacco sono:
* neuroma di Morton (una fibrosi generata dall'ipertrofia del nervo sensitivo interdigitale, provocato da una irritazione di tipo meccanico);
* alluce valgo (diffusissimo tra le donne anziane);
* dita a martello;
* deformità di Haglund(un'osteocondrosi caratterizzata dalla crescita abnorme di tessuto osseo nel tallone, causato da continuo sfregamento);
* metatarsalgia (infiammazione cronica delle ossa dell'avampiede).
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Scarpe con tacco: quanto alto e quanto spesso
Il piede non dovrebbe mai essere messo in una posizione innaturale ed è difficile dare nozioni precise e personalizzate su quali tacchi si dovrebbero indossare.
Basti pensare che sulla pianta del piede ci sono tutti i punti riflessi che si collegano direttamente a organi e visceri secondo i principi della riflessologia plantare. Al momento della scelta della scarpa, il sentire dovrebbe vincere su tutto. Invece di pensare all’altezza, sarebbe il caso di riflettere sulla sensazione.
C’è tuttavia un margine di tolleranza per cui un tacco di 2 cm per gli uomini e fino a 4 cm per le donne, indossato quotidianamente, può non essere pericoloso nel tempo.
Certo, tutto dipende dalla forma del proprio piede, dalla tipologia (individualità morfologica e funzionale), da precedenti infortuni o disturbi podalici e sovrapodalici.
È molto importante anche definire la larghezza del tacco, se si sta parlando di un tacco a spillo o di un tacco a base larga.
Altro fattore: l’abitudine usura. Non è un tacco portato una sera che fa la differenza, ma l’uso quotidiano che danneggia schiena e ginocchia sul medio e lungo periodo.


 


 

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