Bimbi con un dono ( gifted)

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in Comportamento

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Chi la tutela l’élite dell’intelligenza
Dove fallisce il sistema scolastico, che ad esempio in Italia si occupa poco o nulla di studenti “gifted”, sopraggiungono associazioni che cercano di tutelare e mandare avanti la genialità che andrebbe altrimenti perduta
Se non coltivate, infatti, le supercapacità diminuiscono col passare degli anni.
Dal 1946 c’è il MENSA, che raccoglie i cervelli di tutto il mondo con un QI di almeno 30 punti sopra la media (che è stimata intorno a 100). Attualmente il MENSA conta 1300 membri “piccoli” cioè tra i 2 e i 18 anni, dove la più giovane è Georgia Brown, bambina bionda di 24 mesi dell’Hampshire che già a 18 sosteneva conversazioni complesse con adeguato lessico e riconosceva i colori. In Italia poi operano Aistap, Associazione italiana per lo sviluppo del talento e della plusdotazione con numerose iniziative, campi estivi per bambini dai 6 ai 14 anni e dai 14 ai 18 con tanto di formazione docenti nelle scuole; Stepnet, una onlus che offre supporto clinico, didattico e scientifico e la Fondazione Eris con sede a Milano. Molti studi e percorsi vengono invece portati avanti dall’accademia, ad esempio dall’università di Pavia e quella di Padova, mentre un esperimento storico ma che purtroppo non ha resistito ai tagli economici è stato quello di Don Calogero La Placa e della sua fondazione “Villaggio del superdotato” che in provincia di Palermo, al motto di “Mind for Man” ha raccolto e formato negli anni dal 1967 al ‘75 gli studenti eccezionali con un metodo educativo diverso da quello scolastico,basato sul libero apprendimento e sulla non competizione in classe. Molti tra medici che esercitano all’estero, amministratori delegati, project manager sono passati da lì, imparando prima di tutto la libertà e la responsabilità. E naturalmente anche l’uguaglianza, perché alcuni di loro non avrebbero avuto la possibilità di studiare altrimenti.
Non è accettabile, comunque, che nessuna di queste associazioni di tutela dei genietti sia prevista dalla scuola pubblica o da un ente statale. Non solo, ma è ancora più inconcepibile che alcune scuole si rifiutino di permettere “salti di classe” ai ragazzini con capacità superiori. Un fenomeno all’ordine del giorno fuori d’Italia e che, come molti studi confermano, risulta funzionale allo sviluppo dei “cervelloni”. E ciò che dice Sylvia Rimm, psicologa e direttrice della Family Achievement Clinic di Cleveland: «Non ci sono effetti collaterali» nel permettere al bambino che supera gli altri compagni di classe per capacità di passare a uno o più gradi successivi, «né dal punto di vista scolastico, né da quello sociale».


 


 

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