Vaccino

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in MEDICINA

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vaccino

Arriva l'autunno e con esso inizia la stagione dell'influenza

Ecco le nuove linee guida per le vaccinazioni, gratuite anche quest'anno per le categorie più a rischio.


Vi attendiamo ( se nostri pazienti ) per l'inoculo gratuito ne abbiamo 550 per le suddette categorie.

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La stagione influenzale2015-2016 è alle porte, e negli ultimi giorni sono state pubblicate le raccomandazioni dell’American Academy of Pediatrics’ (AAP) Committee on Infectious Diseases. Tutti i bambini dai sei mesi d’età in su dovrebbero ricevere il vaccino, spiegano gli esperti, e i dosaggi vanno rivisti perché dall’ultima stagione i ceppi virali che contiene sono cambiati: una dose se ne hanno già ricevute due o più con il vaccino influenzale trivalente/quadrivalente (prima del 1 luglio 2015), due dosi se nella precedente immunizzazione ne hanno ricevute meno di due.
E intorno ai bimbi? Le raccomandazioni AAP riguardano anche categorie a rischio come il personale sanitario che lavora nelle strutture o con assistenza domiciliare e che ha diretto contatto con i pazienti, tutti i lavoratori che si trovano a stretto contatto con i bambini (dal personale scolastico alle baby-sitter) e le donne in gravidanza, che stanno considerando una gravidanza, quelle che allattano e/o si trovano nel periodo postparto durante la stagione dell’influenza. I bambini allergici alle uova possono ricevere il vaccino senza particolari cautele, spiegano gli esperti: non è raccomandato fare il test degli allergeni prima dell’immunizzazione. Oggi, specifica il CDC statunitense, non tutti i vaccini (un esempio è il vaccino antinfluenzale Flublok) vengono prodotti per inoculazione in uova di gallina.
Le raccomandazioni statunitensi per anziani e donne in gravidanza (ma non quelle per i bimbi sopra i sei mesi ed entro i cinque anni d’età) corrispondono con quelle italiane.

virus

In Usa: “Tutti i bambini devono essere vaccinati contro l’influenza. Per i più piccoli, sotto i sei mesi d’età, e per quelli immuno-compromessi, è di importanza fondamentale che i membri della famiglia e la comunità che potrebbe interagire con loro ottengano l’immunizzazione in modo da proteggerli”, ha scritto via mail a Reuters Health la dottoressa Judith C. Shlay, direttore associato del Denver Public Health, in Colorado (su Scientific American .
E qui da noi?

Nel frattempo anche in Italia, che ogni anno impiega risorse importanti nella prevenzione e nella lotta all’influenza, sono state pubblicate le linee guida per la nuova stagione influenzale: “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2015-2016” , valide per la campagna che sta per iniziare e diverse per quanto riguarda la vaccinazione anti-influenzale dei bambini “sani”. Come si legge tra le pagine del documento, infatti:
«L’inserimento dei bambini sani di età compresa tra 6 mesi e 24 mesi (o fino a 5 anni) nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l’influenza stagionale è un argomento attualmente oggetto di discussione da parte della comunità scientifica internazionale, soprattutto a causa della mancanza di studi clinici controllati di efficacia. L’offerta di vaccinazione è raccomandata dalla Sanità Americana e Canadese e da pochi paesi della Comunità Europea (Gran Bretagna, Finlandia, Ungheria e Malta), e i dati disponibili, anche se non conclusivi, mettono in evidenza che livelli di copertura intorno al 50% in soggetti di età compresa fra 11 e 17 anni, permettono una riduzione complessiva del 54% delle ILI (influenza-like-illness), tuttavia ulteriori studi sono necessari per valutare l’impatto comunitario di tale intervento. Pertanto, allo stato attuale, non si ritiene necessario promuovere programmi di offerta attiva gratuita del vaccino influenzale stagionale ai bambini che non presentino fattori individuali di rischio. Pur in assenza di raccomandazioni per la vaccinazione dei bambini “sani” di età superiore a 6 mesi, qualora il loro pediatra optasse per tale scelta sono valide le stesse regole (dosaggio, n° di dosi) indicate per i bambini appartenenti ai gruppi di rischio»
Per le persone appartenenti alle categorie a rischio di complicanze severe e a volte letali e per coloro che svolgono “attività di particolare valenza sociale” il vaccino è gratuito e sostenuto dal Sistema Sanitario Nazionale. Tra i soggetti che invece non devono ricevere il vaccino ci sono i lattanti al di sotto dei sei mesi, chi stia affrontando una malattia acuta di media o grave entità (la somministrazione va rimandata a completa guarigione) e chi abbia già avuto una reazione allergica grave, un’anafilassi, a un componente del vaccino oppure alla somministrazione di una dose.

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