Sperma e cibo

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in Alimentazione

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Sperma e cibo. Fragole e spinaci possono danneggiarlo

Un gruppo di ricercatori della Harvard School of Public Health ha cercato di capire se i residui di pesticidi che ingeriamo attraverso gli alimenti – frutta e verdura in primis, ma anche cereali o legumi – possano portare conseguenze serie per la salute riproduttiva maschile, che è notoriamente sensibile agli agenti chimici. E’ per esempio noto che chi in agricoltura lavora con queste sostanze tende ad avere una fertilità compromessa, se non usa particolari protezioni.

L’analisi, pubblicata sul Journal of Human Reproduction, ha trovato che sì, c’è una relazione, e anche piuttosto stretta. Gli uomini che mangiano frutta e verdura contenenti pesticidi hanno meno spermatozoi, e di peggiore qualità, rispetto a chi ha una dieta attenta a limitare l’esposizione a queste sostanze.

La ricerca ha analizzato per 18 mesi lo sperma di 155 uomini con problemi di fertilità, confrontando i dati con le loro abitudini alimentari. Incrociando i risultati con le tabelle degli alimenti che – per loro natura – trattengono di più i pesticidi, hanno trovato una relazione tra l’assunzione di vegetali “a rischio” e i problemi riproduttivi.

Ma quali sono gli alimenti a rischio? Peperoni, spinaci, fragole, cavoli, frutti di bosco, patate, pesche e prugne, mele e pere, uva e uvetta; giusto per fare alcuni esempi. In linea generale, si tratta di tutti i vegetali a buccia poco spessa, o la cui buccia mangiamo, o che crescono vicino a terra, e dunque più facilmente attaccabili dai parassiti. La fragola – per esempio – ha tutte queste caratteristiche, oltreché una porosità che rende difficile la pulizia. Ma anche l’insalata. Più protetti invece, i frutti come le banane o gli avocado, le arance o l’ananas, e verdure come i piselli.

I risultati dello studio hanno stabilito che chi mangiava per abitudine gli alimenti più “sporchi” aveva il 49% di spermatozoi in meno, e il 32% di spermatozoi sani in meno, se confrontati a chi mangiava alimenti meno tipicamente ricchi di pesticidi.

“E’ la prima volta che si fa uno studio di questo genere, e certamente servono altre prove per avere una correlazione certa, ma questo è già un buon motivo per preferire frutta e verdura biologica, oppure quella più resistente ai pesticidi”, ha detto l’autore dello studio, Jorge Chavarro.

“La correlazione tossica di cui si parla era ben nota per chi lavora in agricoltura, ma lo studio in questione è interessante perché affronta la questione dei residui nel cibo che mangiamo ogni giorno”, ci dice Edoardo Pescatori, andrologo, co-direttore scientifico del Giornale Italiano di Medicina Sessuale e Riproduttiva “Gimser” della Società Italiana di Andrologia.

“E’ vero – continua Pescatori – che la normativa americana è diversa da quella europea, e più permissiva, ma certamente è sempre un buon consiglio quello di cercare di eliminare o ridurre l’ingestione di pesticidi scegliendo ove possibile prodotti biologici, a lotta integrata o almeno quelli che assorbono meno i pesticidi. Altre buone regole sono quelle di scegliere prodotti dalla provenienza certa, molto meglio se italiana, e mai dal furgoncino a bordo strada. Lavandoli con cura prima di mangiarli”.


 


 

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