Counsellor

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in EDUCAZIONE

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Indice articoli

 

Vi presento un'esperta counsellor

Formazione e riferimento

A cura della Dott.ssa  Cristiana Maria Filippi,

Counsellor ad orientamento Gestaltico formatasi presso L’istituto di Gestalt HCC di Ragusa.

Iscritta al CNCP  e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CELL : 338 4699743

 

 


 

 

Aiutare ad aiutarsi

 

 

Per prevenire, per sostenere, per aiutare e favorire

 l’individuo, la coppia, la famiglia, il gruppo

nell’affrontare, gestire e superare un momento di crisi o di difficoltà.

 

 

Il Counselling è un processo relazionale tra Counsellor e Cliente, o Clienti (individui, famiglie, gruppi o istituzioni).

Il Counsellor è la figura professionale che aiuta a cercare soluzioni di specifici problemi di natura non psicopatologica e, in tale ambito, a prendere decisioni, a gestire crisi, a migliorare relazioni, a sviluppare risorse, a promuovere e a sviluppare la consapevolezza personale su specifici temi. L’obiettivodel Counsellingè fornire ai Clienti opportunità e sostegno per sviluppare le loro risorse e promuovere il loro benessere come individui e come membri della società affrontando specifiche difficoltà o momenti di crisi.

 

Il Cliente è la persona, la coppia, la famiglia o l’organizzazione che richiede di essere aiutata mediante un’opera di supporto, in un percorso formativo o un processo di sviluppo personale inerente una specifica problematica.

 

Dallo Statuto del CNCP[1]

 


 

Cos’è il Counselling Gestaltico

 

Nell’area di confine tra l’educazione alla salute e il prendersi cura si colloca il Counselling, una nuova modalità di intervento che si propone di aiutare ad aiutarsi, di far prendere coscienza delle risorse personali con le quali poter affrontare i problemi in prima persona.

È una relazione d'aiuto, rivolta alle persone che desiderano un momento di ascolto per comprendere meglio i loro problemi, compiere scelte, cambiare le situazioni problematiche della loro vita.

Il Counselling può essere definito come la conduzione di colloqui che trattano i temi personali, esistenziali ed emotivamente significativi per colui che richiede un sostegno, durante i quali egli viene "aiutato ad aiutarsi", a gestire, cioè, i suoi problemi utilizzando le proprie risorse personali senza dipendere da interpretazioni, consigli o direttive forniti da un altri. L'originaria intuizione su cui si basa è quella di Carl Rogers, secondo cui se una persona si trova in difficoltà, il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirle cosa fare, quanto piuttosto di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema assumendo da sola e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali.

 

E' un'arte maieutica, che non si propone di addestrare, né di curare; il suo obiettivo è quello di tirare fuori le potenzialità presenti in ciascuno. Sotto questo aspetto, si può dire che si tratta di un’abilità trasversale a molte già esistenti che può interessare e coinvolgere non solo psicologi ed educatori, ma anche medici, insegnanti, assistenti sociali, tutti coloro che attraverso la loro parola e, soprattutto, la qualità della loro presenza, possono dare un aiuto ed un sostegno anche esistenziale. Occupa quindiun'area interdisciplinare e può attingere a tecniche e metodi provenienti da diversi orientamenti relazionali, fermo restando che il suo metodo di lavoro principale è la creazione di un clima favorevole alla comunicazione

Principale strumento di lavoro infatti è la comunicazione, il colloquio vis à vis, attraverso cui si cerca di stabilire un rapporto di qualità con l'interlocutore per comprenderne prima di tutto il problema, per permettergli di guardare la situazione anche da diversi punti di vista,  per studiarne  insieme a lui le  possibili

evoluzioni, per stimolarlo al cambiamento ed accompagnarlo nel percorso di mobilitazione delle sue risorse verso nuovi obiettivi

In una seduta di Counselling Gestaltico apparentemente saranno solo parole quelle che verranno scambiate, ma non saranno solo quelle a determinare il successo dell'incontro, e la reciproca soddisfazione, bensì la qualità della relazione che si instaurerà e che, se sarà autentica, costituirà il nucleo centrale del processo di sostegno alla persona. Questa relazione, caratterizzata anche da una disposizione di  accoglienza, attenzione e riservatezza, costituisce lo sfondo che permette l’emergere delle risorse e del sostegno necessari per affrontare il momento di crisi.

 

Nella relazione di Counselling Gestaltico, il Cliente, la persona, è messa al centro del processo di sostengo ed aiutata a riprendere ed integrare parti proprie. Il ruolo del Counsellor ad orientamento Gestaltico è quello di  accompagnare la persona nel cercare "il come" agisce piuttosto che "il perché". Tutta l'esistenza della persona si racchiude nel qui-e-ora. La vita passata ha senso in quanto storia che ha condotto al presente, ed è il presente che attualizza i percorsi vitali espressi dal soggetto e rende possibile il next con un atteggiamento proattivo.

Non si tratta certo di voler ingenuamente negare il peso dell'ereditarietà o delle esperienze passate, né tanto meno di minimizzare la pressione culturale esercitata dall'ambiente sociale, quanto piuttosto di ricercare una coerenza interna del proprio essere-al-mondo, nel qui ed ora dell’esperienza, all’interno della relazione, così da scoprire e sviluppare il proprio personale stile di vita nella sua specificità e originalità.

La relazione, il rapporto interpersonale è centrale e fondamentale nel Counselling Gestaltico. Questa relazione Io-Tu è un incontro autentico tra due persone uniche, in cui entrambe rispettano apertamente l'essenziale umanità dell'altro.

 

Si tratta quindi di un rapporto di consulenza nel quale il Cliente viene sostenuto a trovare e utilizzare le proprie risorse e potenzialità, nel pieno rispetto della sua autonomia.

 

 


 

La qualità della relazione: ascolto ed empatia


Sono rare le situazioni in cui si può essere veramente ascoltati, in cui l'altro è a nostra disposizione con tutto se stesso, senza interrompere, senza intervenire con commenti, giudizi, o con la testimonianza della propria esperienza. Offrire all'altro una totale attenzione, al di fuori dei contesti ordinari - in cui spesso si è vincolati da ruoli e convenzioni - è un privilegio che crea uno spazio in cui è possibile prima sfogarsi, esprimendosi liberamente,  e poi riformulare il discorso, il vissuto stesso, anche in altri termini.

 

L'ascolto del Counsellor non è un ascolto passivo, bensì un prestare attenzione ai messaggi verbali e non verbali, ai sentimenti e ai pensieri espressi dal Cliente; è ascoltare ciò che lui dice, il modo in cui lo dice e anche ciò che non dice.

È un ascolto che accoglie, è un modo silenzioso di far sentire all'altro che "va bene così com'è". Spesso le persone imparano fin da bambine a nascondere il proprio mondo personale "per proteggersi dall'essere incompresi, umiliati o maltrattati" - ricorda il prete psicologo Adrian Van Kaam - mentre nel Counselling si crea uno spazio in cui è possibile esporre la propria sensibilità, la vulnerabilità, in cui ritrovare i propri valori, il proprio progetto di vita.


L'ascolto richiesto al Counsellor è un ascolto sincero, partecipato, non un ascolto tecnico trincerato dietro l'obiettivo di dover risolvere nell'immediatezza il problema esposto. Al Counsellor viene chiesto, almeno nella fase iniziale, di essere capace di aprirsi totalmente all'altro, mettendo momentaneamente a tacere pregiudizi, timori, aspettative, problemi personali. Senza interrompere, senza fare domande inopportune, senza interpretare, senza fornire soluzioni, sintonizzandosi sul linguaggio, sulla posizione, sullo stato d'animo dell'interlocutore, al punto di entrare in empatia con lui.

 

L'empatia (da empateia, passione) viene intesa come la comprensione dell'altro che si realizza immergendosi nella sua soggettività, senza sconfinare nella identificazione. Il terapeuta è capace di considerazione o accettazione positiva incondizionata verso il paziente, nella misura in cui sente di accettare ogni aspetto dell'altro, ogni sentimento - espresso o non espresso - sia quelli negativi, anormali che quelli buoni.

L'empatia è la capacità di cogliere e comprendere l'esperienza soggettiva del Cliente, mettendosi nei suoi panni, guardando le cose dal suo stesso punto di vista. Non è l'identificazione. Il Counsellor non deve mai perdere la consapevolezza della propria individualità e per quanto simile può essere il vissuto del Cliente dal proprio, non deve mai cedere alla tentazione di sovrapporre le due esperienze e di rinunciare alla dovuta obiettività.


L'empatia è catalizzatrice del processo di crescita; sentendosi accolto, accettato, compreso, il Cliente può ricominciare ad avere fiducia in se stesso, può liberarsi  del peso che lo opprime e riuscire così a cogliere anche voci interiori più sottili, che possono già indicare una possibile via di soluzione, può scoprire in sé la capacità  di  relativizzare la  questione  che lo tormenta, e  vedere  le cose da un

diverso punto di vista, può trovare la forza di andare avanti nonostante il suo problema, può riaprirsi alla speranza e a una visione dinamica dell'esistenza e, in particolare, della sua situazione.


Viktor Frankl, neurologo e psichiatra austriaco, raccontava di una seduta di Counselling avvenuta in una città a lui straniera, con una donna che aveva insistito molto per incontrarlo. Durante tutto il tempo la donna aveva parlato con foga, aveva pianto e aveva sommerso lo psicoterapeuta con un fiume di parole in una lingua di cui Frankl non capiva quasi nulla. Egli si era limitato ad annuire e a essere emotivamente presente e solidale con la palese sofferenza delle donna. Anni dopo, in un ciclo di conferenze in quella stessa città, si reincontrarono, e la donna rivelò quanto fosse stato determinante e risolutivo per lei quell'incontro. Ciò si può spiegare secondo una prospettiva Gestaltica: in quell’incontro, in quella relazione, la donna si era sentita vista ed era stato visto e riconosciuto il suo dolore.

 

 

 
Caratteristiche del Counselling Gestaltico

 

Il Counselling Gestaltico deriva le sue linee di orinetamento dalla Psicoterapia della Gestalt (P.d.G.) che nasce agli inizi degli anni ‘50, dal lavoro di Fritz Perls (1893-1970), medico ebreo di origine tedesca, che, per sfuggire alle persecuzioni naziste, emigra  dapprima nel Sud Africa (nel ‘34) e successivamente  (nel ’46)  si  trasferisce a New York. Ed è proprio in America che fonda nel 1952 il Gestalt Institute of New York.

L’approccio della Psicoterapia della Gestalt trae spunto e si rifà ai concetti sviluppati in base alle ricerche nel campo della percezione svolte dagli psicologi della Gestalt, che dimostrano come l’uomo non percepisce le cose come elementi distinti e sconnessi, ma le organizza in insiemi significativi, mediante il processo percettivo. Da qui la visione olistica che si basa sul principio che il tutto è più grande o diverso della somma delle sue singole parti. L’insieme non è semplicemente il risultato di un accumulo di parti, ma piuttosto una propria unità intrinseca, una particolare struttura ed integrazione delle parti. Vedere la persona come una totalità più grande della somma delle sua parti significa vederla come composta da tutte le parti: corpo, mente, pensieri, sentimenti, immaginario, movimento.

Un altro fondamentale assunto della PdG  pone particolare attenzione a quello che la scienza definisce “processo omeostatico”. Tale processo governa le funzioni basilari della vita al fine di conservare l’equilibrio organismico e quindi la sua salute in condizioni variabili. Da esso discendono comportamenti coerenti e adeguati, atti a soddisfare i molteplici bisogni.

Normalmente l’organismo fa fronte a diversi bisogni che si manifestano simultaneamente, ma dal momento che può svolgere adeguatamente solo una funzione alla volta, deve operare una scelta entro una scala gerarchica di valori, seguendo uno schema che dà priorità al bisogno in primo piano (in “figura”), quello che preme con maggiore urgenza per il proprio appagamento, lasciando retrocedere temporaneamente nello “sfondo” gli altri.  La PdG descrive il funzionamento organismico come l’organizzazione di questa dinamica figura/sfondo.  La formazione di figure di interesse ci spinge a cercare un loro completamento nell’ambiente attraverso il comportamento, il cui effetto porta al conseguimento dell’autoregolazione, di un nuovo equilibrio del campo organismo/ambiente.

Il concetto di campo, fondamentale per la PdG, conduce all’idea che nessun individuo è separato dal “campo ambientale” in cui è inserito e di cui è parte.

Infatti il “campo totale” comprende sia l’organismo che l’ambiente, esso è costituito da due elementi che apparentemente sembrano separati, ma che in realtà esistono in uno stato di reciproca interdipendenza. Il comportamento dell’essere umano è considerato come funzione del campo totale, ed è influenzato dalla natura di tale rapporto. Nello specifico la Psicoterapia della Gestalt studia “come” funziona l’essere umano nel suo ambiente e cosa accade al confine del contatto tra i due elementi, dove hanno luogo gli eventi psicologici e l’esperienza. Le modalità di contatto o di resistenza al contatto con l’ambiente, il “come” il soggetto affronta e sperimenta questi eventi di confine, dà origine a emozioni, pensieri, azioni, e pattern comportamentali.

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Il contatto e il ritiro, l’accettazione e il rifiuto, costituiscono le funzioni più importanti della personalità totale, e derivano dalla capacità di discriminazione dell’individuo. Contatto e ritiro, in una struttura ritmica, sono parti del ciclo di contatto così come il sonno e la veglia sono parti di un ciclo più complesso, essi sono i mezzi per soddisfare i nostri bisogni, per continuare i processi costanti della vita stessa. Il “ciclo di contatto” o “ciclo dell’esperienza” può essere considerato una mappa generica di ogni episodio di contatto, di ogni esperienza, dove, seguendo un percorso a tappe, si sviluppa l’azione che, partendo da un bisogno porta alla soddisfazione.

Il Counsellor ad orientamento Gestaltico, che nella sua formazione ha appreso e fatti propri tali assunti, sarà in grado, all’interno della relazione con il Cliente, di condurlo alla consapevolezza cheè strumento principale di cambiamento personale per ristabilire il funzionamento totale e integrato dell'individuo.La consapevolezza è un processo continuo, accessibile in qualunque momento basato sul prestare attenzione alle sensazioni, alle percezioni anche corporee, per

comprendere ciò che i problemi, i disagi vogliono comunicarci. Il modo più semplice per prendere confidenza con la propria consapevolezza e iniziare ad utilizzarla è partire dal sentire di esserci nel presente e ciò può essere fatto proprio all’interno della relazione Counsellor/Cliente.

Il Counselling Gestaltico infine, si caratterizza per essere una modalità di intervento  sperimentale, piuttosto che verbale o interpretativa, attraverso la quale il Cliente può apprendere come vivere con consapevolezza nel presente. Egli può imparare a rivolgere la sua attenzione a ciò che fa, sperimenta o sente nel presente, nel qui-e-ora, diventando gradualmente consapevole dei suoi gesti, della sua respirazione, della sua voce, delle sue espressioni facciali, o dei suoi pensieri pressanti. Può altresì far riemergere a figura le sue intenzionalità di contatto e trovare le risorse per un nuovo adattamento creativo che gli permetterà di raggiungere un nuovo equilibrio.

 

 


 

Origini del Counselling

 

Non è semplice stabilire quale sia il periodo in cui nasce il Counselling. Si può individuare un primo tentativo alla fine dell'1800, quando nel mondo anglosassone vennero avviati dei programmi di orientamento e guida professionale come supporto ai giovani al termine della scuola elementare e superiore. Già nei primi anni del 1900 si assiste alla nascita di associazioni che hanno come scopo la guida nel percorso lavorativo e di studio. All'interno di università e campus si trovano dei punti di riferimento per chi vuol essere guidato nella scelta della professione.

In generale, comunque, si fa risalire la nascita del Counselling negli Stati Uniti alla fine degli anni ’40 a seguito di due principali circostanze: da una parte la necessità di offrire un aiuto (inteso come sostegno e consulenza) mirato, efficace e rapido ai militari reduci di guerra; dall’altra la nascita della Psicologia Umanistica che propone una nuova visione dell’uomo in cui sono importanti fattori quali la qualità delle relazioni, la libertà di scelta, la spinta creativa e progettuale dell’individuo.

I primi a teorizzare e definire un metodo per questa forma di intervento di aiuto sono due psicologi statunitensi: Rollo May (che pubblica nel 1939 il libro L'arte del Counselling da molti considerato come il primo trattato di Counselling)  e Carl Rogers, fondatori, insieme ad Abraham Maslow della nuova corrente psicologica umanistica.

La consuetudine, però, collega questa disciplina soprattutto a Carl Rogers che, agli inizi degli anni '40, getta le fondamenta del Counselling come lo intendiamo noi oggi con il suo testo: Counselling e Psicoterapia  e circa dieci anni più tardi si occupa di  definire  ed elaborate  le tecniche  psicoterapiche  non  direttive  con il

libro La terapia centrata sul Cliente.

Anche nella PdG, e quindi nel Counselling Gestaltico, la persona è messa al centro del processo terapeutico o di sostegno  ed aiutata a riprendere ed integrare parti proprie.

Un’altra importante influenza sullo sviluppo e la diffusione del Counselling in America è stato il ruolo assunto dalla prevenzione, a partire dagli anni ’60 quando si passò da un modello centrato sulla malattia ad un modello orientato alla salute

dell’individuo. Negli anni ’70, invece, inizia a svilupparsi e a diffondersi la Psicologia del Benessere alla cui base vi è una concezione sostanzialmente positiva ed evolutiva dell’essere umano, all’interno della quale il concetto di “crisi” perde quel suo aspetto negativo diventando invece alternativa possibile e occasione di cambiamento e crescita.

Migliorare la qualità della vita diventa un obiettivo importante, a cui il Counselling può rispondere.

Dagli Stati Uniti il Counselling approda in Europanegli anni ‘70, principalmente in Gran Bretagna, come servizio di orientamento pedagogico e strumento di supporto nei servizi sociali e nel volontariato. Qui vengono create due importanti associazioni di riferimento: nel 1976,  la British  Association for Counselling (BAC)

e nel 1994 l'European Association for Counselling (EAC), per rispondere ai bisogni delle diverse nazionalità in Europa e per "assistere l'ulteriore sviluppo del Counselling come professione in Europa" (EAC, 1995).

Molto più lenta, invece, è la diffusione in Italia dove il termine Counselling arriva in sordina negli anni Ottanta benché, già intorno agli anni ’70 alcune scuole di psicoterapia iniziano a formare figure professionali orientate alla relazione e centrate sull’individuo, pur tuttavia non avendo ancora una definizione di competenza.

 

È solo a partire dagli anni ’90 che la definizione di Counsellor inizia ad essere utilizzata e prende l’avvio lo sviluppo della professione, quando iniziano a strutturarsi le prime associazioni di Counselling¨ con l'intento di regolamentare l'esercizio di questa attività e definire il profilo del Counsellor.

 

In questi ultimi anni il C.N.E.L. (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro), su richiesta di alcune associazioni, ha inserito il Counselling tra le professioni così dette non regolamentate (al pari degli informatici, dei bibliotecari, dei fiscalisti, etc.).

 

 


 

La figura professionale del Counsellor

 

Il Counsellor è la Figura Professionale che, avendo seguito uno specifico corso di studi, ed in possesso pertanto di un attestato rilasciato da specifiche scuole di formazione di differenti orientamenti teorici, è in grado di favorire la soluzione di momenti di crisi esistenziali che possono creare malessere.

 

Nel percorso di formazione del Counsellor non è sufficiente solo una adeguata formazione teorica ma occorre che egli sperimenti in pratica le teorizzazioni apprese attraverso un "training professionale individuale e/o di gruppo", che garantisca il superamento da parte del Counsellor di quella tendenza dell'io ad "esercitare un Counselling sulla base di propri, più o meno rigidi, pregiudizi" (Rollo May).

 


 

 

Formazione

 

Esistono in Italia numerose scuole di formazione che preparano i futuri Counsellor alla professione. La durata dei corsi di formazione è di tre/quattro anni e il monte ore è di circa 500 ore, per la qualifica di Counsellor e di circa 900 ore per la qualifica di Counsellor Professionista.

 

Il Counselling, come altre discipline, mutua le proprie tecniche di intervento dai grandi modelli della psicologia (orientamento psicoanalitico, sistemico-familiare, fenomenologico-esistenziale, cognitivo-comportamentale, Psicoterapia della Gestalt, etc.).

 

La formazione del Counsellor consta dunque di:

¨       una parte dedicata alla formazione teorica in relazione al proprio modello di riferimento

¨       una parte dedicata all'apprendimento delle tecniche di intervento (sempre in relazione al proprio modello di riferimento)

¨       una parte dedicata alla formazione pratica (simulate, role-playing, etc.)

¨       una parte dedicata alla formazione personale (training individuale e/o di gruppo)

¨       una parte dedicata alla supervisione del proprio lavoro

 

 


 

Cos’è e cosa non è un Counsellor

 

La traduzione di Counsellor fatta dalla definizione dell’"Oxford Dictionary" recita: "consiglio da un consigliere-consulente". E’ evidente che è una definizione insostenibile sia sotto il profilo linguistico che come definizione di ruolo.

Neppure possiamo abbreviare questa definizione ed usare solo la parola "consigliere" o "consulente", perché daremmo una informazione errata ed inoltre entreremmo in un campo che non è di competenza del Counsellor.
Dunque le parole Counselling e Counsellor non possono essere tradotte perché entrerebbero in conflitto con altri ruoli professionali.

Sono parole internazionali con un loro significato proprio e tali debbono rimanere. Il Counsellor ha un suo ruolo ben definito e non deve essere confuso con un consulente[2]

Sempre per poter meglio chiarire le diverse competenze è necessario a questo punto specificare cosa non fa il Counsellor (se non diversamente autorizzato):

Ø       non pratica la psicoterapia

Ø       non pratica "cure" né "terapie"

Ø       non prescrive né somministra farmaci o rimedi di alcun genere

Ø       non esercita la consulenza psicologica

Ø       non insegna la psicologia in alcun contesto sia formativo che esperienziale

Ø       non trae, dalle informazioni che ottiene, anamnesi, né diagnosi o prognosi

Ø       non somministra test riservati ad altre categorie professionali

 

 

A chi si rivolge il Counselling


Le problematiche di chi chiede l'aiuto possono andare dall'indecisione nella scelta di un lavoro, a un disagio specifico nei confronti di una situazione, dal bisogno di essere incoraggiato in vista di una prova impegnativa, al senso di vuoto di un momento di crisi esistenziale. Ma al di là della diversità di situazioni in cui viene richiesta una consulenza, e delle infinite possibili risposte, vi sono modalità precise da rispettare per fare sì che l'interlocutore possa trarre il massimo beneficio dall'incontro.


Il Counselling è prima di tutto un'interazione, non tra un terapeuta e un paziente, ma tra un Counsellor e un "Cliente", una definizione che chiarisce imme-diatamente
immediatamente una particolarità di fondo di questo rapporto nel quale la persona non si sente connotata come "malata", ma come alla ricerca di una consulenza, intesa come sostegno, per migliorare le proprie relazioni con se stessa e con il mondo. Guardandolo con l'ottica del "bicchiere mezzo pieno, e non mezzo vuoto", il malessere si trasforma da problema a momento di crescita.

 


 

 

Ambiti e modalità di intervento

 

In teoria non esiste un campo di attività specifico per il Counselling. Se pensiamo al ruolo del Counsellor come la persona che favorisce lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità già insite nel Cliente, aiutandolo a superare quei problemi esistenziali che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo, ci rendiamo immediatamente conto che tutto questo può avvenire in molti tipi di contesto, ambiti, situazioni.

Solo per fare alcuni esempi, secondo una distinzione per setting, avremo il Counselling individuale, (di coppia, familiare, di gruppo); seguendo una classificazione per contesto, invece, si avrà  il Counselling comunitario (scolastico, aziendale, interculturale, socio-sanitario, medico, ecc.); mentre, seguendo una suddivisione per problematica, avremo il Counselling sessuologico (relativo alla coppia e alle varie tendenze sessuali o alle violenze e agli abusi sessuali); il Counselling per persone in stato avanzato di malattia (AIDS Cancro) ed accompagnamento alla morte; il Counselling pedagogico – riabilitativo e nella mediazione dei conflitti legali, nelle emergenze.

 

 

 

Counselling in Ambito Privato

 

Al di fuori di qualsiasi struttura istituzionale o della competenza specifica di professionisti ben definiti, come medici o psicologi, c'è un territorio in cui una vasta gamma di disagi esistenziali affliggono persone che hanno bisogno prima di tutto di un orecchio attento e di un aiuto ad orientarsi, per ritrovare la propria forza e proseguire il loro cammino. Nel caso di necessità più specifiche, che esulano dalle competenze del Counsellor agevolatore nella relazione di aiuto, questi è in grado di indirizzare il Cliente verso un professionista specializzato.

 

 

Counselling individualeè un intervento finalizzato a dare sostegno all’individuo per orientarsi in una fase difficile della propria vita. Problemi esistenziali e crisi di valori (il senso della vita, la morte, la famiglia, il rapporto coi coetanei, l’amore, la felicità, la malattia, etc.) Problemi decisionali sullo studio, scelte di lavoro, gli affetti, i rapporti di coppia; cambiamenti di vita e di ruolo.

 

Counselling nella relazione di coppia, coniugale ed alla famiglia. La presenza e l'intervento di una terza persona, opportunamente preparata al suo ruolo, può essere molto importante per facilitare la comunicazione nella coppia e nelle relazioni familiari.

 

Counselling di gruppo. È un intervento che aiuta a potenziare ed allargare le abilità interpersonali. I membri, condividendo una stessa fase del ciclo vitale (ad es. gravidanza, post parto, genitorialità, malattia, ecc.) , si danno all’interno del gruppo un reciproco sostegno emotivo. Ciò comporta un accrescimento della sicurezza in se stessi e della propria autostima. Inoltre, i problemi condivisi all’interno del gruppo aiutano ad eliminare sensazioni di isolamento.

 

 

Oltre alle modalità tradizionali di relazione (vis à vis), in ambito privato possono essere inserite alcune forme di intervento che hanno visto un grande sviluppo recente. Esse utilizzano metodologie moderne (Internet) e meno moderne (telefono), che sono scelta elettiva di alcune persone alla ricerca di un sostegno.

 

Counselling "on line" effettuato con mezzi telematici. Assistenza ad ogni individuo che possa trovarsi di fronte ad un disagio emergente non identificato per il quale esprime una richiesta di aiuto generalizzata, attraverso mezzi telematici ed Internet. I mezzi utilizzati possono essere e-mail, chat-line, forum, ecc., opportunamente strutturati. Ha il compito di sostenere il disagio della persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.

 

Counselling telefonico."Telefono amico", "Telefono azzurro", "Telefono rosa", sono realtà sempre più diffuse e note che offrono una possibilità anonima di richiesta di aiuto a chi non avrebbe mai il coraggio o la possibilità di farlo apertamente. Ha il compito di sostenere il disagio della persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.

 

 

Counselling in Ambito Comunitario

 

Oltre a quello individuale, in cui si affrontano problematiche di tipo personale, vi sono ambiti in cui la qualità della comunicazione interpersonale è fondamentale per un corretto funzionamento di tutta la struttura. Diventa utile, o addirittura indispensabile, fornire agli operatori in questi campi una formazione che li metta in grado da una parte di sviluppare capacità di ascolto, attenzione  ed empatia, e dell'altra di ricevere a loro volta un sostegno per affrontare le inevitabili tensioni  connesse alla loro professione e il rischio di burn-out. All'interno di comunità: ospedali, scuole, università, aziende, comunità religiose, l'intervento di Counselling è mirato da un lato a risolvere nel singolo individuo il conflitto esistenziale o il disagio emotivo che ne compromettono una espressione piena e creativa, dall'altro può inserirsi come elemento facilitante il dialogo tra la struttura e il dipendente.

 

Counselling psicopedagogico. La scuola e la formazione sono i naturali campi d'applicazione di questo "allenamento alla comunicazione di qualità", in cui gli operatori si trovano di fatto a dover gestire - oltre alla loro materia - dinamiche di gruppo, rapporti interpersonali conflittuali e diverse fasce di utenza: allievi o bambini, committenti o genitori, colleghi e superiori.

Un contesto del Counselling psicopedagogico è anche quello relativo all’ orientamento scolastico e professionale: un Counselling come sostegno per la scelta professionale e scolastica.

 

Counselling di comunità. In ogni contesto sociale sarebbe importante la presenza di un facilitatore della comunicazione, e in particolare modo in tutti i tipi di comunità più in contatto con difficoltà: comunità carcerarie, per tossicodipendenti, per giovani in difficoltà, orfanotrofi, ecc. In questi casi l'intervento consiste nell'agevolare la comunicazione, togliendo le scorie, quello che rende  difficile o  impossibile  il dialogo,  per fare in modo che  le  persone  si ascoltino tra loro ed elaborino modalità di convivenza più collaborative e soddisfacenti.


Counselling interculturale Si rivolge a persone (individui, gruppi, famiglie o comunità) appartenenti a gruppi minoritari con l’obiettivo di favorirne l’inserimento, l’adattamento e l’integrazione, oltre ad agevolarne e migliorarne la relazione interpersonale. 

 

Counselling nella mediazione interculturale  Si occupa della mediazione tra culture differenti a favore di individui o gruppi che gravitano all’interno di strutture organizzate (servizi, scuole, ospedali, cliniche ecc.) per una adeguata integrazione interculturale e di interventi transculturali.

 

Counselling aziendale. Molti problemi in azienda vanno considerati non solo dal punto di vista tecnico ma anche umano, prendendo in considerazione fattori personali, emotivi e comunicativi di solito ignorati, eppure determinanti. Un intervento di Counselling aziendale può individuare le aree problematiche e avviare delle procedure di soluzione. Spesso si tratta soprattutto di dotare         le persone  che  gestiscono   ruoli  chiave in azienda  di una  sensibilità  tale  da  permettere loro di coglierne i problemi, quasi di prevenirli, imparando a prendere in considerazione anche le sfaccettature umane e personali di una situazione.


Career Counselling. Il "bilancio di competenze", come è stato chiamato in Francia e da molti è più conosciuto con questo nome, non è un semplice orientamento professionale, è un lavoro sulla globalità della persona che viene aiutata a rafforzare il concetto di sé attraverso una corretta scelta di carriera. Aiuta le persone a conoscersi, a utilizzare le potenzialità inespresse e a elaborare un progetto lavorativo in sintonia con le capacità e gli interessi personali.

 

Counselling socio-sanitario (ospedaliero). Viene sempre più riconosciuta l'importanza della comunicazione tra medico e paziente come fattore coadiuvante del processo di guarigione. Offrire agli operatori momenti di riflessione e discussione sulla qualità di questo rapporto in ambito ospedaliero, così come su quello del personale col paziente e, a sua volta, con i medici, non può che giovare alla gestione del complesso sistema che ha il compito di "curare" la gente, nel senso più pieno del termine "prendersi cura di".

 


 


Fonti

 

·         Clarkson P., Gestalt Counseling. Per una consulenza psicologica proattiva nella relazione d'aiuto, Sovera Multimedia, 2002

·         Dakshina Orsi S., Breve storia del Counseling,   www.insightformazione.it

·         Danon M., Counseling, edizioni Red 2003

·         Figuccia S., Carl Rogers, www.geagea.com

·         Frankl V., La sofferenza di una vita senza senso, Elle Di Ci,  1982

·         Giusti E., Il counseling nella Psicoterapia della Gestalt, in "Quaderni di Gestalt", 1985, n. 1, 62-65

·         May R., L'arte del counseling, Astrolabio , 1991

·         Pratesi A., Cos’è il Counseling, www.ilcounseling.it

·         Rogers C., La terapia centrata sul Cliente, Martinelli 1970

·         Sapia L. V., Il Counseling, ovvero l’arte della relazione, www.aamterranuova.it

·         Van Kaam A., Il counseling, una moderna terapia esistenziale, Città Nuova, 1985

 

·         Counseling, Wikipedia, l'enciclopedia libera, www.wikipedia.it

·         L'approccio rogersiano centrato sulla persona, www.creaitalia.it

·         EAGT - European Association for Gestalt Therapy, www.eagt.org

·        Istituto di gestalt H.C.C.,  www.gestalt.it

·         S.I.P.G. – Sociatà Italiana Psicoterapia della Gestalt, www.sipg.it

·         CNCP - Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti, www.Counsellingcncp.org



[1] Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti

¨S.I.Co., Società Italiana di Counselling

   A.I.Co., Associazione Italiana Counselling

   RE.I.Co., Registro Italiano Counselling

   C.N.C.P.  Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti

        

[2] Il Consulente è una figura professionale che attraverso le proprie conoscenze esprime un proprio parere di competenza su un quesito di ordine tecnico.

 

 


 


 

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