Expo

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in Expo

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Screenshot 2015 05 01 19.13.00

 

Expo Milano 2015

FOODY

è l’Esposizione Universale che l’Italia ospitera’ dal primo maggio al 31 ottobre 2015 ed e’ il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. L’evento si svolge a Milano per sei mesi. Qui 140 Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri.
Expo Milano 2015 stimolerà la creatività dei Paesi e promuoverà le innovazioni per un futuro sostenibile.e inoltre offrirà a tutti la possibilità di conoscere e assaggiare i migliori piatti del mondo e scoprire le eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni Paese.

F
Il tema


“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” sarà l’occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi piani e scoprire per esempio che da un lato ci sono circa 870 milioni di persone denutrite nel biennio 2010-2012 e dall’altro circa 2,8 milioni muoiono per malattie legate a obesità o sovrappeso.Non deve sfuggirci che circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate.

F
Le vie


Decumano


La via principale su cui si sviluppa la struttura, il Decumano, attraversa l’intero sito da est a ovest per un chilometro e mezzo e ospita su entrambi i lati i padiglioni nazionali dei Paesi Partecipanti: degli oltre 130 Paesi Partecipanti, circa 60 svilupperanno uno spazio self-built, mentre i rimanenti saranno presenti all’interno di un cluster. Simbolicamente l’asse unisce il luogo del consumo di cibo (la città) a quello della sua produzione (la campagna).


Cardo


L’asse del Decumano si incrocia con l’asse del Cardo, lungo 350 metri, che mette in relazione il nord e il sud del Sito Espositivo e accoglie la proposta espositiva del Paese ospitante, l’Italia.

F

I “ numeri” dell’Expo


Expo Milano 2015 sarà un’esposizione-giardino con più di 12 mila alberi, giochi d’acqua e un lungo canale che circonderà l’area. Sui due grandi viali principali, il Cardo e il Decumano, si affacceranno i Padiglioni dei Paesi Partecipanti, piazze e aree comuni dedicati agli eventi e alla ristorazione.
A nord del Sito Espositivo si trova la Lake Arena, uno dei quattro punti cardine agli estremi del Cardo e del Decumano: un bacino d’acqua circondato da gradinate per circa 3.000 spettatori seduti, e tutto intorno una piazza di circa 28.000 metri quadri, capace di accogliere 20.000 persone e circa 100 alberi disposti su tre file concentriche. Sul fondo del bacino un manto di ciottoli scuri crea un effetto specchio, mentre al centro si trova un sistema di fontane e l’Albero della vita, che dà vita a suggestivi giochi d’acqua, suoni e luci.

F

Lo spazio aperto più grande dell’area

Con circa 90 metri di diametro, la Lake Arena è il più grande spazio aperto dedicato ai visitatori, all’interno del quale si prevedono spettacoli con giochi d’acqua e pirotecnici, concerti e spettacoli su piattaforme e palchi galleggianti, installazioni artistiche, eventi temporanei.

La grande struttura in legno e acciaio che costituisce l'Albero della Vita si erge al centro di Lake Arena. È alto 37 metri ed è collocato davanti a Palazzo Italia, all’estremità del Cardo. La Lake Arena è alimentata dal canale Villoresi che con una lunghezza complessiva di quattro chilometri e mezzo e una larghezza minima di quattro metri e mezzo, occupa una superficie di circa 90.000 metri quadri e serve a irrigare le aree verdi e a controllare il microclima dell’area. L’acqua è anche un elemento indissolubilmente legato alla produzione di cibo. Buttare cibo significa anche sprecare acqua. Basti considerare, per esempio, che gettar via mezzo hamburger corrisponde allo stesso consumo di acqua di una doccia di un’ora. Per questo la Lake Arena ospita, delle 18 installazioni dell’Itinerario ONU, quella dedicata al quinto elemento della Sfida Fame Zero: Zero perdite o sprechi di cibo. Qui sono illustrati, tra gli altri, i progetti delle Nazioni Unite per migliorare la disinfestazione, gli impianti di stoccaggio e delle filiere di approvvigionamento alla base delle perdite di cibo. Inoltre qui l’ONU sensibilizza i visitatori sul gigantesco quantitativo di cibo che viene sprecato sia a livello individuale e familiare che nella vendita al dettaglio e nella ristorazione. L'ONU è presente con 18 installazioni multimediali caratterizzate da un grande cucchiaio blu. Questi Spazi ONU si trovano in varie aree di Expo e danno vita all'itinerario dedicato al tema "Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile".

B
Le aree tematiche


Il sito ospiterà quattro Aree Tematiche, il Padiglione Zero, racconta la storia dell’uomo sulla Terra attraverso il suo rapporto con il cibo, il Future Food District, spiega come la tecnologia cambierà le modalità di conservazione, distribuzione, acquisto e consumo di cibo. Ci sono poi il Children Park, lo spazio in cui bambini imparano a conoscere i temi di Expo Milano 2015 divertendosi, e il Parco della Biodiversità, un grande giardino in cui viene riprodotta la varietà degli ecosistemi che si trovano sul nostro Pianeta. Esistono poi i Cluster, questi nove spazi espositivi uniscono sotto lo stesso progetto architettonico Paesi accomunati dalla produzione di uno specifico alimento o da un determinato tema ( Bio-Mediterraneo, Cereali e Tuberi, Isole, Zone Aride, Frutta e Legumi, Spezie, Caffè, Cacao e Riso).

V

Segnaliamo

Un bosco quasi mediterraneo fra sugheri, lecci, cipressi e roverelle: passeggiare nella Collina Mediterranea è un’occasione per immergersi nei profumi, nei colori e nelle suggestioni della natura. Nella collina c'è anche un uliveto che si affaccia sulla Piazza Slow Food che ospita un padiglione dedicato alla biodiversità agricola e alimentare. Un punto suggestivo da cui e godere di un panorama unico su tutto l’area in cui si svolge la manifestazione.

V

 


 

Entrando nel Cluster delle Spezie, si dischiude al visitatore un universo sensoriale, sentirete il loro profumo, pensarle come ingrediente in cucina, rimedio medico o prodotto di cosmesi.

X


Javier Zanetti, bandiera per vent’anni e capitano dell’Inter del triplete, ha organizzato una serata con tantissimi campioni, il 4 maggio allo Stadio San Siro di Milano. Lo scopo è raccogliere fondi da destinare a migliorare la qualità dell'alimentazione dei bambini in Italia e in altre parti del mondo.

X


L’ultimo fronte della ricerca contro il cancro è lo studio del metabolismo tumorale, ovvero dei fattori di rischio che favoriscono la diffusione della malattia. Tra questi, l’obesità è il più grave: diminuirebbe addirittura le percentuali di successo delle cure.
Ottocento milioni di persone nel mondo sono denutrite e un miliardo obese: questo è uno dei primi dati snocciolati alla conferenza “La sicurezza e la qualità del cibo”, evento condotto dal giornalista scientifico Piero Bianucci all’interno della quarta edizione della Biennale Democrazia di Torino.

C


Lo sai che le api …


False attribuzioni


Il noto fisico Albert Einstein non si è mai interessato di api e non ha mai detto la famosa frase “se l’ape scomparisse dalla faccia della Terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Sembra che la frase sia stata inventata da un entomologo americano che ha sfruttato, illegittimamente, la meritatissima fama dello scopritore della relatività.

C

Non sono le uniche paladine della biodiversità


Le bugie legate alla famosa frase sono due: una relativa all’autore, l’altra al contenuto. L’ape pur essendo l’impollinatore più efficiente del mondo animale non è l’unico paladino della biodiversità. Quando Cristoforo Colombo sbarcò nelle Americhe si trovò di fronte una natura meravigliosa, ma neanche un’ape da miele. Anche il continente Oceania era provvisto di una biodiversità sorprendente pur non essendoci l’ape da miele. Questo insetto è originario dell’Europa, dell’Africa e di parte dell’Asia ed è stato importato nei “nuovi continenti” dagli europei.

AX

L'ape da miele difficilmente potrà scomparire


L’ape da miele difficilmente potrà scomparire visto che ha un alleato fenomenale che la protegge: l’uomo.

Bevono acqua... sporca


Le api devono bere e preferiscono l’acqua marcia a quella di sorgente. Il loro metabolismo necessita di sali minerali abbondanti nell’acqua stagnante e scarsi in quella pura.

Le migliori sono quelle italiane


La migliore ape del mondo è quella italiana, peccato che sia diventata rarissima a causa delle continue ibridazioni. Alcuni ricercatori sono andati in giro per il mondo per cercare la vera e pura ape italiana e, dopo anni di ricerche, l’hanno trovata agli antipodi del nostro paese: la Nuova Zelanda. Gli immigrati italiani l’avevano portata con sé e, non esistendo altre api, non l’hanno ibridata.

Z

Quelle italiane sono le più diffuse al mondo


Anche gli ibridi dell’ape italiana mostrano delle performance eccezionali nella produzione di miele e, inoltre, sono piuttosto docili. Sono questi i motivi che rendono la nostra ape nazionale l’ape più diffusa al mondo.

F

La regina si accoppia una volta sola nella vita... con 12 fuchi


La regina si accoppia una sola volta nella vita e lo fa con circa 12 fortunati fuchi durante il volo nuziale. L’attività sessuale dei fuchi ha una controindicazione: appena si approcciamo alla regina, i maschi dell’ape rimangono evirati e muoiono.

X

Rubano


Le api sono in grado di rubare: quando le risorse scarseggiano, tendono a entrare negli alveari deboli per sottrarre il miele.

Fanno tre giri e mezzo intorno al mondo per un chilogrammo di miele


Per produrre un chilogrammo di miele le api devono volare per circa 144.000 chilometri, l’equivalente di tre giri e mezzo del mondo.

S

Hanno inventato... le mummie


Le api hanno inventato le mummie molto prima degli egiziani. Ogni tanto un topolino riesce ad entrare nell’alveare e viene, spesso e volentieri, ucciso a colpi di pungiglione. Le api non riescono però a trasportare all’esterno il topolino sia per le sue dimensioni e sia per il suo peso. Onde evitare pericolosi fenomeni di decomposizione all’interno dell’alveare, le api lo ricoprono di propoli. Essendo un potente antibiotico, questa sostanza preserva il corpo del topolino e di fatto lo trasforma in una mummia. Questo fenomeno era stato osservato dagli antichi Egizi e quindi copiato per trasformare i loro faraoni in mummie. La propoli infatti viene rilevata in tutte le mummie dell’antico Egitto.

C

 


 


 

Planisfero nuovi iscritti al sito www.studiocastellazzi.com

Seguici su Facebook

Traduci il sito per me

Traduci in ogni lingua per me

 

web

QR code

Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando o chiudendo questo messaggio, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Per saperne di più, clicca su "Approfondisci".