Botulino

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in MEDICINA

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Botulino

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Dieci anni dopo, cosa sappiamo della tos-sina botulinica uti- lizzata in campo estetico? In Italia si è

cominciato ad impiegarla nel 2004. In questo periodo è stata al centro di polemiche, messa sotto accusa, assolta. C'è ancora chi teme i suoi effetti, ma il nostro Paese si conferma il quarto mercato europeo. Oggi abbiamo a disposizione oltre cinquemila lavori di letteratura scientifica. Nel 2013 è nata l'associazione dei medici che usa- no questa sostanza per il ringiovanimento del volto, la Ai- teb (www.aiteb.it), che ha promosso un congresso internazionale. Così ora si può fare davvero il punto. E sfatare i falsi miti.

Una polvere da diluire

«Il botulino o tossina botulinica — spiega Maria Gabriella Di Russo, medico estetico a Formia e Milano — è un farmaco sorvegliato dal Ministero della Sanità. Viene utilizzato anche per la cura di patologie, a differenza dei filler. Differenza non da poco: come per tutti i medicinali, è sottoposto ad autorizzazione da parte degli organi deputati alla tutela della salute. Il primo impiego della tossina botulinica lo abbiamo visto negli Anni 80 negli Stati Uniti, a scopo terapeutico per lo strabismo congenito. In Italia, sono solo tre i marchi di tossina botulinica approvati dall'Aifa (l'agenzia del farma co). Il prodotto si presenta sotto forma di polvere e deve essere diluito con soluzione fisiologica, un passaggio importante: se non si seguono corretta- mente i protocolli, c'è il rischio di ottenere effetti collaterali». Le cautele da osservare

«Nel suo utilizzo — dice Giuseppe Sito, chirurgo estetico a Napoli e Torino — bisogna rispettare le direttive dell'ampia letteratura per evitare sopracciglia asimmetriche, mobilità irregolare, imperfezioni. Effetti collaterali che, comunque, spariscono tra i 4/6 mesi. I medici che ne fanno uso devono aver seguito specifici corsi di formazione poiché, pur nella sua semplicità, deve essere iniettato in punti predefiniti, meglio se marcati in precedenza da un disegno. Il suo effetto è modulabile e non migra in altre zone del corpo: in estetica è adoperato a dosi minime e si diffonde per un massimo di un centimetro da dove è stato iniettato. Nessuna sostanza,tra quelle oggi esistenti può egua- gliare i suoi risultati. La capacità levigante, la maneggevolezza, la sicurezza, non possono competere con altre metodiche di ringiovanimento».

Non altera il volto»

«Possiamo sottolineare — aggiunge Fiorella Donati, chirurgo plastico a Milano e Londra — che è stata la vera innovazione nella chirurgia estetica degli ultimi anni. Inoculato nella zona perioculare e frontale, migliora sino a cancellare le rughe d'espressione pur mantenendo la normale espressività ed evita la formazione di nuove rughe, cioè svolge un'azione preventiva. Queste rughe, prima dell'impiego del botulino, venivano migliorate solo da interventi chirurgici, come il lifting frontale, che prevedeva lo scollamento della fronte e del capillizio dalla calotta cranica (intervento molto aggressivo), con residua cicatrice nei capelli, che si estendeva da un orecchio all'altro».

«Oggi, identificando l'anato- mia muscolare e calibrando la dose adeguata di microiniezioni, si riesce ad ottenere un effetto baby — continua—: pelle liscia con una mimica facciale completa, percorsa dai naturali solchi quando si esprime. I problemi sorgono quando l'operatore non sa usare questo farmaco, con risultati estremamente innaturali, fino ad arri vare allo "sguardo cupo" o, ancor peggio, a problemi funzionali, come l'abbassamento, completo o parziale, della palpebra superiore. Problemi reversibili nel giro di qualche mese».

Le domande ricorrenti

«È sicura? Ma è vero che pa- ralizza l'espressione? Sono frasi ricorrenti, ma senza fonda- mento — dice Felice Cardone, chirurgo estetico a Bari —. La tossina non è un veleno. Una volta iniettata, il farmaco inter- ferisce nel rilascio delle sostanze mediatrici dell'impulso motorio tra nervo e muscolo. Questo causa un effetto di distensione della pelle e quindi di distensione delle rughe».

«Non gonfia»

«È un lifting momentaneo — aggiunge Dvora Ancona, medico estetico a Milano — va a distendere (quindi non a gonfiare) i tratti. La pelle ha memoria. Trascorsi 4/6 mesi nel muscolo trattato si ripristinano i regolari scambi di contrazioni e, seppure più lentamente, riappaiono i segni del tempo. Sono però da evitare le sedute ravvicinate, anzi è consigliabile allungare i tempi tra un trattamento e l'altro. È provato, invece, che la ripetitività, pur a distanza, ne migliora l'efficacia e previene le rughe. È controindicato per chi è allergico alle proteine»

 

Vedi anche :  Botulino , volantino Botox & falsi miti


 


 

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