Cancro colon-retto

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in Comportamento

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Quella del colon-retto è la forma di cancro più diffusa in Italia,

ed è in costante crescita. Tuttavia, grazie alla ricerca, le percentuali di guarigione in 15 anni sono salite del 12% fra le donne e del 14% fra gli uomini. I dati sono stati forniti dal professor Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione 'Insieme contro il Cancro' che insieme all' Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e a Europa Colon, col sostegno di Amgen ha realizzato una guida per affrontare la malattia, destinata ai pazienti e ai familiari, che sarà distribuita in tutte le Oncologie d'Italia. Il materiale informativo è stato presentato ieri in un incontro a Milano. ''Sei persone su 10 - dice Cognetti - riescono a sconfiggere questo tumore. Ma il 20% dei pazienti colpito da cancro del colon-retto presenta, al momento della diagnosi, la malattia già in stadio avanzato''. Per questo ''è necessario - sottolinea - promuovere campagne di sensibilizzazione per far capire ai cittadini che il cancro si può prevenire, adottando stili di vita sani. E troppi italiani non aderiscono ai programmi di screening, fondamentali per individuare in fase precoce la malattia, quando può essere trattata con successo. Il test basato sulla ricerca del sangue occulto nelle feci è offerto gratuitamente dal nostro sistema sanitario a tutte le persone di età compresa fra 50 e 75 anni. Ed è il modo migliore, se eseguito ogni anno, per individuare (con l'eventuale successiva colonscopia) polipi intestinali che possono degenerare in tumore, o tumori al primo stadio. Ma il 65,9% dei nostri connazionali over 50 e il 72,6% degli over 70 non hanno mai eseguito questo esame''. La prevenzione primaria di questa malattia si fa adottando stili di vita corretti, perché essa è direttamente associata a un' alimentazione ad alto contenuto calorico, ricca di grassi animali, di carni rosse e povera di fibre. E' dimostrato infatti un incremento di rischio del 15% nelle persone in sovrappeso e del 33% negli obesi.


 


 

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