Elisabetta

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viso

Una vittoria

Premetto che conoscevo il metodo Lignaform, perché con discreto successo avevo perso 25 kg nel 2015.
Il mio cruccio era non aver mai completato la dieta con il mantenimento e non essere mai arrivata al peso forma. In effetti avevo mollato prima cullandomi sui risultati. Poi però la mia voglia di zuccheri è aumentata e la buona volontà di fare sport diminuita, anche a causa di un intervento chirurgico per cui mi sono ritrovata dopo le vacanze, ad aver ripreso peso, almeno 6 kg.
Ho deciso di ritornare sui miei passi ed ho scelto il dott. Castellazzi come mio nuovo "coach", conoscendolo attraverso i social network.
L'intesa è stata subito ottima e pur consapevole delle difficoltà a cui sarei andata incontro, ripetendo una dieta già fatta, il dott. Castellazzi ha saputo motivarmi e spronarmi ad iniziare cucendo su di me un programma alimentare di cui sto già vedendo ottimi risultati! La cosa che più ritengo importante è la sua costante attenzione nel non farmi sentire "abbandonata" grazie all'invio di dispense e promemoria da leggere e con una pronta risposta ai messaggi di "aiuto" che mi capita di inviargli. Superfluo segnalare la sua preparazione e la sua professionalità. Confido di arrivare con successo alla fine di questo programma che consiglio a chiunque perché fuori dagli schemi delle solite diete deprimenti, monotone e difficili da portare a termine!
Elisabetta

Grasso bruno

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uomo

Grasso e grasso !

Una ricerca condotta da biochimici giapponesi, che lavorano all’Università di Shizuoka, ha stabilito che con gli anni si ingrassa più facilmente per la diminuzione del grasso bruno localizzato attorno alla nuca.

Con l’aumentare dell’età, infatti, diventa sempre più facile guadagnare chili e sempre più difficile perderli.

Il grasso bruno o grasso 'buono'(diverso da quello bianco che costituisce la maggioranza del tessuto adiposo dell’organismo) serve a produrre calore (ha una funzione termogenica) ed è presente soprattutto nei neonati (attorno alla nuca, alle scapole e al collo).

Negli adulti è localizzato soprattutto attorno alla nuca e aiuta a bruciare il grasso “cattivo” che sta attorno all’addome e che è complice dell’insorgenza di malattie cardiovascolari, diabete, e persino tumori.

Inoltre, i ricercatori hanno studiato due gruppi di topi, uno in cui un particolare gene, il Pafr (platelet-activating factor receptor: un fattore che attiva i recettori delle piastrine), era stato “silenziato” e un altro gruppo in cui il gene era attivo.

I primi sono diventati obesi, gli altri no, a parità di dieta.

È probabile dunque che la carenza del fattore Pafr determini una disfunzione del grasso bruno che provoca un accumulo di quello bianco e ne impedisce lo smaltimento.

L’idea potrebbe essere quella di intervenire su questo fattore Pafr in modo da riattivare le funzioni del grasso bruno per prevenire l’obesità e le malattie correlate.

muscoli viso


 


 

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